Via libera della Giunta regionale pugliese al nuovo Piano anti xylella.
sabato 9 aprile 2016
Via  libera della  Giunta  regionale pugliese  al  nuovo  Piano  anti  xylella.  Altri provvedimenti, tra cui la nomina  del  nuovo direttore generale di  Acquedotto  Pugliese.

Via libera della   Giunta   regionale pugliese al nuovo  Piano  anti  xylella. In sostanza  tornano gli abbattimenti, anche  se differentemente rispetto a quelli varati dall’ ex  Commissario  Silletti.

Il nuovo  piano rappresenta  la sintesi del lavoro svolto dalla  Task force di  esperti  e le  consultazioni con i rappresentanti di categoria. E  si recepisce  quanto disposto  in ambito giudiziario dalla  Procura di   Lecce.

Nelle  zone  infette, dove è praticamente  accertata la presenza del batterio, è prevista  una serena potatura degli ulivi  e  prescrizioni sulle misure di lotta al vettore;  quindi aratura, manutenzione del terreno, estirpazione delle erbacce. Una  prima  fase è prevista entro il 30 aprile, le successive tra   settembre e ottobre. La  severa potatura delle piante  sarà obbligatoria, pena sanzioni.

Ecco le dichiarazioni del  Presidente della  Regione Puglia  Michele  Emiliano:  “l’ abbattimento delle piante nei cento metri dalla pianta infetta avrebbe causato  uno sterminio  incredibile, così invece abbattiamo  la singola  pianta salvando  il resto. Fino al  30 aprile, è molto importante fare lo sfasciamento  e l’aratura, misure di straordinaria  efficacia, perché  abbattere la popolazione dell’ insetto vettore è molto più importante che tagliare gli  alberi”.

Altri  provvedimenti della giunta riunita in seduta straordinaria. La  nomina del nuovo   direttore generale di Acquedotto  Pugliese   Nicola De Sanctis, un tecnico, una   “ figura manageriale lontana dalla politica”  come ha dichiarato  Emiliano.

Anche  un passaggio importante di  Emiliano  sulla vicenda del riordino ospedaliero. “Sui    30  ospedali che sopravviveranno, imposteremo praticamente  una  rivoluzione che spero piaccia al  Ministero. Anche se, onestamente, potrebbero servirne  anche meno di trenta. Pensiamo  che meno sono gli ospedali, meglio possono essere presidiati, gestiti, attrezzati. E più personale si può mettere nelle singole strutture “.

Articolo di  Ferdinando  Cocciolo.