Brindisi: economia in ginocchio
venerdì 26 ottobre 2007

Brindisi, 26 ottobre 2007.  Gentile direttore, la ringrazio anticipatamente per lo spazio che vorrà concedere a questa mia breve, modesta riflessione. I recenti tafferugli tra i ministri di questo governo, con la ”partecipazione straordinaria” di magistrati, che probabilmente tra qualche anno siederanno come Antonio Di Pietro, tra i banchi di Montecitorio, mi disgustano a tal punto che mi viene voglia di guardare i cartoni animati giapponesi!


Sono sempre più convinto che la maggior parte dei politici, sfrutti la politica per i propri interessi personali, invece di fare quelli dei cittadini dai quali hanno ricevuto mandato. A livello locale invece, oltre a non fare l’interesse dei cittadini, gli attuali amministratori non fanno neanche (per paradosso) quelli propri. Non si muove nulla, solo grandi propositi e niente fatti concreti.


L’economia, se di economia si può parlare, è in ginocchio. Spesso, parlando con amici commercianti mi rendo conto che fare impresa a Brindisi è più difficile che altrove. Il target dei clienti è molto basso, per cui anche l’offerta commerciale si è adeguata alla domanda. Ormai si assiste ed una offerta polarizzata, dove il prodotto di ”primo prezzo” è distribuito da commercianti cinesi, e il prodotto considerato ”alto” è distribuito da pochissimi negozianti che devono fare i conti con l’esterofilia dei brindisini, che ritengono più chic fare acquisti a Lecce piuttosto che a Bari o addirittura (avendone i mezzi) nella capitale.


Altro problema per molti di loro sono i canoni di locazione esageratamente alti. Ci sono commercianti che pagano oltre duemila euro al mese di fitto per locali di appena 100 mq.! I nostri amministratori, dovrebbero andare un po’ per strada a cogliere gli umori e le lamentele, e anche le proposte della gente: ascoltare di più e parlare di meno! Se la gente si allontana dalla politica, è perchè i politici una volta eletti (scopo vita raggiunto) si allontanano dalla gente.


Le priorità sono tante, e sicuramente è difficile governare, ma le grandi imprese si fanno dall’insieme di piccole cose, un po’ per volta. Qui il problema è fare, agire, ed anche alla svelta prima che tanti giovani, vadano come i loro ”nonni ” a fare ancora più grande il nord ed aumentare il divario che c’è, e che è davvero incolmabile.


Un caro saluto a Lei e a tutti i lettori di Brindisisera. T.G.M.