BrindisiProdest. Autorita’ portuale e sentenza Tar
martedì 26 febbraio 2008

Brindisi, 25 febbraio 2008. Le sentenza pronunciata dal Tribunale Amministrativo Regionale a fronte del ricorso 1809/2007 proposto da ZIZZI NICOLA contro AUTORITA’ PORTUALE  DI BRINDISI non lascia dubbi sulle nostre precedenti osservazioni e precisazioni, ma ci impone di intervenire nel merito alle conseguenze che ne derivano.


Avevamo evidenziato che il patrocinio dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato fù  revocato, nonostante fosse stato autorizzato con DPCM 4.12.2007, perché l’Autorità Portuale  preferì conferire il mandato della sua difesa ad un legale del libero foro.


Ora, la sentenza, in conclusione recita:


P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo regionale per la Puglia – Lecce, Prima Sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 1809/2007, lo accoglie e, per l’effetto, annulla la deliberazione del Comitato Portuale di brindisi n. 19 del 3 ottobe 2007 di nomina del segretario generale dell’Autorità portuale nella persona di Prete Fernanda.


Condanna l’Autorità resistente al pagamento delle spese, competenze ed  onorari di giudizio, che liquida complessivamente in  €.3.000,00 (eurotremila) a favore del ricorrente.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita.
Così deciso in Lecce il 6 febbraio 2008 in camera di Consiglio.


I commenti sono rimandati ai lettori, ma noi, per onorare il nostro lavoro in favore della comunità, chiediamo di conoscere cosa intende  fare la stessa Autorità Portuale, la Procura Regionale della Corte dei Conti ed il Ministro dei Trasporti, a fronte degli evidenti elementi di colposa negligenza  ed inettitudine che emergono, anche in questo frangente, nell’operato del Presidente e del Comitato portuale.     


I danni prodotti alle finanze dell’Autorità Portuale, ad iniziare dai 52.000 euro di emolumenti corrisposti inutilmente,  ed alla portualità brindisina, per l’ulteriore inerzia dell’Ente, dall’incidente dott.ssa Fernanda Prete, ci sembra offrano materia sufficiente  perché i nostri amministratori comunali e provinciali si sveglino dal loro torpore e chiedano spiegazioni, non fosse altro che in nome di una trasparenza sempre sbandierata, ma mai attuata.
Crediamo che l’arrogante discrezionalità nel gestire il denaro pubblico  e le scelte delle professionalità nell’ente soccombente, debbano essere oggetto di riflessione per comminare le debite epurazioni.


Franco Palma presidente