Signori ci siamo!!! Parte il 58-esimo festival di San Remo.
lunedì 25 febbraio 2008

Per una settimana i direttori dei telegiornali delle reti unificate dovranno, e dico DOVRANNO, almeno alternare le facce dei competitors del 13 di aprile con quelle dei competitors per il primo di marzo.


Formula standard per il festival con il lungo, il corto, la bionda e la mora. I cachet quest’anno non sono pubblicizzati che, in periodi nei quali tornano di moda le bretelle non potendo ulteriormente stringere la cinghia, sarebbe oltremodo poco elegante.


Festival onnicomprensivo con la presenza di canzoni moderne e di antiche melodie, figli d’arte ma anche figli di cooperativa. Magari l’anno prossimo ci saranno i primi figli in provetta e i primi cloni. (Joe Sentieri, Claudio Villa e Mimmo Modugno nel terzo millennio, mah!…)


Lo scorso anno il festival promosse due canzoni belle e impegnate. Simone Cristicchi e Fabrizio Moro lasciarono un segno. Moro era un giovane e quest’anno è un campione. Cristicchi quest’anno è assente. Ho letto i testi delle canzoni. Occhio alla Tatangelo e a Bennato, ma anche a Valerio Sanzotta (A Padova di sera c’era l’Italia tutta - quella sera in Piazza della Frutta - e fu come abbandonare un padre o un amico - quando il cielo rivolle indietro Enrico).


Seguirò San Remo come tutti, magari allo scopo di criticarlo o di guardare la bionda e la mora, ma anche per orgoglio nazionale: i cinesi potranno imitare e copiare ogni cosa ma un Pippo Baudo immortale non potranno mai averlo (non so se per jella o per fortuna) !!!


Guarderò San Remo ma senza dimenticare la mia amata terra alla quale sempre va dedicata una riflessione. Una terra che, leggendo i giornali, è funestata da troppa cronaca nera, troppe operazioni di polizia e carabinieri, troppi reati e troppi arresti, davvero troppi reati di quelli veri per immaginare che abbiamo bisogno anche di quelli finti!


Me ne dolgo. Quando intervengono le persone in divisa (oltretutto lo fanno con grande professionalità ed efficienza) vuol dire che la società civile ha subito una sconfitta. La repressione è necessaria ma sarebbe opportuno che ne mancasse la necessità, e invece è sempre più frequente, quasi che il rispetto delle regole da parte di noi conviventi sia diventato l’eccezione piuttosto che la regola.


Troppo alto il tasso di litigiosità e l’inclinazione alla prepotenza, società civile che non versa in buone condizioni di salute, società civile che sempre meno riesce a meritare questo aggettivo. Notizie buone qualcuna, il dottore Antonio Gaglione è diventato segretario provinciale del Partito Democratico con larghissima maggioranza.


Antonio, da lungo tempo,  gode della mia stima. Il fatto che sia diventato segretario provinciale del PD sollecita qualche forma di ottimismo, magari vi sarà davvero un radicale cambiamento del personale politico in questa terra. Nel PD, in verità, si avverte questa mutazione genetica, si avverte in modo palpabile.


Di che natura sarà? La mia interpretazione, per quello che vale, è la seguente: una borghesia illuminata mette a disposizione le sue competenze in un progetto di miglioramento della struttura economica e sociale del territorio. Una nuova classe dirigente si profila sempre più concretamente, fatta di professionisti di valore e di valori, anche finanziari.


Questa classe dirigente, con tutta probabilità, sarà più capace della vecchia casta politica spesso incline alla corruttela e al parassitismo. Ma avremo, di contro, una classe dirigente spesso immersa nei “conflitti di interesse” e incline a scontri personali anche molto decisi, lo scambio di gentilezze tra Errico Michele e Barretta Rosy ne è un assaggio. Ci vorrebbero dei contrappesi per un dialogo corretto, ma se ne vedono pochi di candidati di spessore.


La destra si squaglia ogni giorno di più, per ragioni personali e per ragioni sociali. Le prime lasciamole al pettegolezzo quotidiano, le seconde sono più interessanti: i referenti sociali sui quali dovrebbe appoggiare una destra liberale e conservatrice sono nel PD, rimane solo un po’ di populismo e la retorica roboante soprattutto per la eco del vuoto in cui si abbatte. “famiglia, ordine, sicurezza, legalità” sono parole importanti che andrebbero riempite di contenuti e di credibilità. Cose che, al momento, in quella area sono merce ogni giorno più rara.


La sinistra è terremotata, i suoi uomini storici hanno provato i privilegi del potere, stentano a farne a meno e a tornare alla rappresentanza dei senza voce. Situazione schizofrenica, si sono affidati alle mani di un “santone” come Massimo Fagioli e, localmente, barcollano tra movimentismo assistito e funzioni di giannizzero di questa o quella corrente del PD in attesa di tempi migliori. Speriamo che la canzone di Sanzotta stimoli qualcuno, ne riporto l’ultima strofa:


Adesso ho giorni buoni e una vita dignitosa
ma non mi piego a una coscienza silenziosa
al futuro porto in dote la memoria
nel cuore rugge l’urlo della storia


Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)