Manifestazione contro il Pear del Governo Vendola
lunedì 26 novembre 2007

Bari - Brindisi, Il  28 Novembre, il Consiglio Regionale Pugliese si riunisce per approvare il PEAR, Piano Energetico Ambientale Regionale. Un piano realizzato con il chiaro intento di svendere il territorio pugliese ai grandi potentati industriali, con conseguenze disastrose per l’ambiente e la salute dei pugliesi.


In Puglia si produce già oggi energia in quantità doppia rispetto al fabbisogno, ma ciò evidentemente non è sufficiente a saziare la fame di profitti delle grandi aziende e  nuovi permessi per centrali sono stati rilasciati : San Severo, Modugno , Brindisi ecc. con il risultato che in pochi anni arriveremo a produrre in Puglia il triplo dell’energia necessaria per soddisfare i consumi pugliesi. Il PEAR fotografa e registra tale situazione e nulla fa per invertire la rotta. Addirittura le emissioni di CO2, gas responsabile dell’effetto serra e dei relativi cambiamenti climatici, vengono valutate al 2004 e da lì si programma una riduzione negli anni a venire per rispettare i criteri di Kyoto. In realtà i criteri di Kyoto chiedevano un abbattimento delle emissioni di gas serra rispetto a quelle del 1992 e non rispetto a quelle del 2004. Ma evidentemente le emissioni del 1992 erano di gran lunga inferiori rispetto alle attuali e quindi qualsiasi piano di abbattimento rispetto a quei valori sarebbe stato disastroso per i profitti delle grandi industrie.


 In più nel Pear per ridurre le emissioni di gas serra si prevede di bruciare al posto dei combustibili fossili CDR ( combustibile da rifiuti ) che emettono notevoli quantità di diossine  sostanze altamente cancerogene, tralasciando il piccolo particolare che la Puglia non produce rifiuti sufficienti per alimentare centrali di quelle dimensioni e dovrebbe quindi importare rifiuti in grandi quantità anche da altre regioni. Potremmo così diventare la pattumiera d’Italia.


 Particolarmente gravi sono poi le affermazioni  che il Governatore Vendola ha rilasciato a Foggia allorquando propone uno sconto del 20% sulle tariffe elettriche dei pugliesi poiché la Puglia già paga un alto tributo in termini di degrado ambientale e salute dei cittadini. Il Partito di Alternativa Comunista ritiene invece che l’ambiente e la salute dei cittadini non possano essere svenduti per pochi euro. La politica della monetizzazione del danno è una classica politica padronale che va respinta. Ma questa è la Primavera Pugliese: profitti alle multinazionali, mentre devastazione ambientale, aumento delle patologie tumorali, disoccupazione e lavoro precario per i cittadini.


Da oggi, con la manifestazione sit-in sotto il palazzo della Regione Puglia, il Partito di Alternativa comunista fa partire, assieme ai Comitati di lotta della Puglia, accorsi in massa, l’inizio di un percorso di  mobilitazione che blocchi l’approvazione del PEAR, che vengano revocate tutte le nuove concessioni per centrali e discariche e per ottenere la completa ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese. Da oggi, dalle tematiche della salvaguardia dell’ambiente, della lotta contro il lavoro precario, contro la disoccupazione e contro il padronato, assieme a tanti comitati e movimenti di lotta pugliesi, il Partito di Alternativa comunista, l’unica vera alternativa di sinistra in Puglia, avvia una vera Primavera pugliese.


Rizzi Michele - Coordinatore regionale del Partito di Alternativa comunista


Rossi Riccardo - Responsabile regionale ”Lavoro e Ambiente” del Partito di Alternativa comunista.