Confcommercio Brindisi. Buon lavoro mister prezzi
giovedì 21 febbraio 2008

Al neonato Mister Prezzi, anche se pare sovrapporsi in parte a compiti e ruoli che già svolge l’Antitrust, non possiamo che formulare l’augurio di buon lavoro, con l’auspicio che questa nuova figura istituzionale possa finalmente contribuire a realizzare la operazione verità sulla annosa questione prezzi da più parti invocata, per fare sui temi legati a prezzi e inflazione informazione e cultura insieme.


Dal punto di vista delle imprese commerciali tale operazione appare di vitale importanza, semprechè venga affrontata con la consapevolezza che le dinamiche di mercato, unitamente alla variabilità dei prezzi, necessitano di verità documentali acquisite attraverso una maggiore e serena cognizione dei fatti.


Il garante per la sorveglianza sui prezzi, Antonio Ginori, nelle diverse interviste concesse appena insediato, ha assicurato la trasparenza degli atti e dei documenti; speriamo sia finalmente giunto il momento di fare giustizia delle improvvisate statistiche “fai da te”, delle tante cifre in libertà, capaci di creare generici allarmismi che spargono soltanto falsità.


L’orami storico luogo comune relativo alla conversione lira-euro, secondo la formula “mille lire uguale un euro”, è stato sonoramente smentito dall’Istat i cui dati hanno segnalato che tra gli anni 2000-2007 l’aumento dei prezzi registrato si è attestato intorno al 17%, sostanzialmente in linea con quanto verificatosi nel resto dell’Europa.


È poco corretto, se non sbagliato allora, sostenere che le difficoltà nel nostro Paese provengono dal “sistema dei prezzi” attribuendone la colpa alla distribuzione commerciale, peraltro liberalizzata sin dal lontano 1998. Si vuole ignorare che centinaia di migliaia di imprese piccole, medie e grandi competono ogni giorno tra di loro nel mercato, tutte all’insegna della più sana concorrenza.


Sta di fatto che oggi in Italia l’inflazione è inferiore al resto d’Europa: questo è un dato obiettivo che non può essere contestato, così come è altrettanto vero che il reddito delle famiglie, insieme al potere di acquisto non cresce da diversi anni, perché stretto tra l’eccessivo livello di tassazione e l’aumento costante delle spese cosidette “incomprimibili” quali acqua, luce, gas, affitti, servizi bancari e assicurativi. 


Di certo, per effetto di tali aumenti, il reddito disponibile e destinato ai consumi si è notevolmente assottigliato; è sufficiente ricordare che le nominate spese incomprimibili pari al 19% del reddito nell’anno 1991, ora sono lievitate al 25% e che tutto ciò si è verificato in una situazione davvero difficile per l’intero Paese, con prospettive di crescita piuttosto basse (Pil attorno all’1%, consumi con un modesto +1,2%).


Ben venga dunque Mister Prezzi, senza tuttavia dimenticare che suo primo dovere è quello di ripristinare le condizioni per avviare un serio dibattito. Un dibattito ampio e sereno che dovrà sottrarsi “all’esigenza del fare subito e a qualsiasi costo”, ma che potrebbe essere di grande utilità qualora si affrontassero i veri nodi delle non felici condizioni della nostra economia.


 
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