I medici di famiglia si organizzano contro il virus dell’influenza a H1N1
martedì 6 ottobre 2009

Elaborato e trasmesso alla Direzione Generale dell’ASL  il protocollo di intervento dei Medici di Famiglia e della Guardia Medica nei casi sospetti di influenza A-H1N1.


Su proposta dei medici della FIMMG, il più rappresentativo sindacato dei medici di famiglia, presso la sede dell’Ordine dei Medici della provincia di Brindisi è stato stabilito il protocollo di intervento dei Medici di Famiglia e della Guardia Medica nei casi di sospetta influenza H1N1. La proposta è stata condivisa anche dagli altri sindacati di categoria, SMI e SNAMI, tanto che alla fine il protocollo è stato licenziato come “proposta dell’intersindacale” e trasmesso alla Direzione Generale per l’eventuale recepimento da parte dell’Unità di crisi per la pandemia influenzale attiva presso la ASL Brindisi.


“La linea che ci ha guidato per la stesura del protocollo”, riferiscono i rappresentanti sindacali della FIMMG Brindisi, “è stata dettata dalla direttive ministeriali che sollecitano un massiccio intervento sul territorio al fine di evitare, se non nei casi gravi, l’accesso alle strutture ospedaliere e all’intervento dell’emergenza territoriale (il 118)”. A tal riguardo ricordiamo che il Servizio di Emergenza Territoriale ha già nelle scorse settimane stilato con l’ASL un protocollo già operativo.


Purtroppo l’influenza H1N1 si manifesta con sintomi non diversi da quelli di una sindrome influenzale stagionale e talora di una banale sindrome da raffreddamento. Inoltre nella stragrande maggioranza dei casi ha un decorso favorevole in pochi giorni e solo in soggetti con particolari fattori di rischio (gravi malattie polmonari, gravi malattie cardiache, soggetti immunodepressi, diabetici, etc.) può talora complicarsi con evoluzione grave. Pertanto occorre un attento monitoraggio sul territorio sollecitando le misure di prevenzione, individuando i pazienti sintomatici a rischio controllandoli periodicamente, riservando il ricovero ospedaliero per i casi più gravi. Il primo contatto dei pazienti-cittadini affetti dalla sindrome avverrà quindi molto probabilmente con i Medici di Famiglia o con i Medici di Guardia Medica.


Al fine di uniformare le procedure di intervento e, nei rari casi di complicanze, di ricovero, i Medici di Famiglia e della Guardia Medica hanno deciso di adottare un protocollo internazionale, il sistema a “score” (punteggio) previsto dal PMEWS (Pandemic medical early warning score). In base a parametri standard di tipo anamnestico, sociale e clinico si decide se mantenere a domicilio il paziente o ricoverarlo. “Nonostante la maggior parte delle strutture ospedaliere preveda un valore di score per il ricovero maggiore di 5” ha proseguito il rappresentante sindacale della FIMMG, “al fine di ridurre al minimo l’accesso ospedaliero, si è deciso unitamente agli altri rappresentanti sindacali, di innalzare lo score di ricovero ad un valore maggiore di 7”. Maggior quantità di pazienti a casa, quindi, in carico ai Medici di Famiglia, e per alcuni di questi attivazione dell’Assistenza Domiciliare Territoriale con intervento plurisettimanale medico ed infermieristico e si auspica anche, in casi selezionali, dei servizi sociali.


Riguardo al ricovero, poi, i rappresentanti sindacali dei Medici di Famiglia e di Guardia Medica, al fine di evitare il transito dei pazienti in pronto soccorso, con ovvio rischio di contagio, chiedono ai vertici dell’ASL l’individuazione di medici ospedalieri coordinatori che guidino al ricovero i pazienti nei reparti adeguati.


Quindi, in caso di sintomi sospetti di influenza AH1N1, ecco i consigli essenziali: non perdere la calma né entrare nel panico, non recarsi negli ambulatori, nelle farmacie, all’ospedale e non chiamare il 118 ma rimanere nella propria abitazione, allontanando gli estranei e i parenti non conviventi, stare nella propria stanza lontano dai conviventi (bastano 3 metri!); se nelle ore diurne feriali, telefonare al proprio Medico di Famiglia; nelle ore notturne e nei festivi telefonare alla Guardia Medica.
Brindisi, 5 ottobre 2009



I SINTOMI DELL’INFLUENZA A/H1N1


I sintomi che caratterizzano l’influenza A/H1N1 sono sostanzialmente tre:

a) febbre - 38° (non esiste influenza senza febbre alta!)

b) raffreddore, dolore alla gola, tosse (almeno un sintomo respiratorio)

c) dolori importanti a muscoli e articolazioni ossee (almeno un sintomo generale)


Inoltre


Riguardo ai bambini è importante considerare che:

1. I più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, che invece si possono manifestare con irritabilità, pianto, inappetenza

2. Nel lattante l’influenza è spesso accompagnata da vomito e diarrea e solo eccezionalmente da febbre;

3. Occhi arrossati e congiuntivite sono caratteristici dell’influenza nei bambini in età prescolare, in caso di febbre elevata:

4. Nel bambino di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringotracheite e bronchite e a febbre elevata


Riguardo agli anziani è importante considerare che:

1. La sintomatologia dell’influenza può avere caratteristiche diverse rispetto al giovane adulto per la presenza di altre malattie, per la ridotta risposta del sistema di difesa del paziente, per la ridotta risposta febbrile, per la diversa percezione del dolore.

2. La vaccinazione effettuata per molti anni può attenuare in maniera importante i sintomi

3. I sintomi, specie nei soggetti molto anziani sono insidiosi con febbre non elevata, incapacità a rimanere in piedi, sensazione di sonnolenza, difficoltà a coordinare i movimenti, incontinenza degli urinaria e/o fecale.

4. Le malattie concomitanti (diabete, malattie di cuore, malattie respiratorie) possono peggiorare.