Banca del cordone ombelicale a Brindisi. Michele Saccomanno: Condivido l’obiettivo e aderisco all’iniziativa
sabato 16 febbraio 2008

Brindisi, 16 febbraio 2008. Condivido la richiesta che in questi giorni la popolazione brindisina sta formulando alla Regione Puglia affinché la seconda banca pugliese del cordone ombelicale abbia sede a Brindisi. Condivido l’obiettivo e aderisco all’iniziativa.


La decisione del comitato promotore, denominato Ba.c.o. e presieduto dal dott. Francesco Cucci, primario del Centro Trasfusionale dell’Ospedale Perrino di Brindisi, di consolidare la raccolta di firme per la petizione popolare finalizzata a sollecitare il Consiglio Regionale in tale senso è quanto mai opportuna.


Lo è oggi, più di ieri, per una ragione semplice: la Giunta regionale, con deliberazione n. 1400 del 3 agosto 2007, su parere del Coordinamento Regionale delle Attività Trasfusionali (CRAT), ha ritenuto idonei i Servizi di immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) degli ospedali Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, Policlinico di Bari e Perrino di Brindisi.


Con lo stesso provvedimento si autorizzava in prima istanza l’istituzione della banca del cordone ombelicale presso l’ospedale di San Giovanni Rotondo rinviando a breve il sito di Bari e a lungo termine quello di Brindisi. Non mi dilungo sul fatto che le professionalità e l’esperienza maturata nell’ospedale Perrino, per merito del dott. Cucci, avrebbero dovuto consigliare la Giunta regionale Vendola ad adottare un’articolazione programmatoria assolutamente diversa e in favore di Brindisi.


Intendo evidenziare, invece, che nel Dief 2008 non sono più citati né il Policlinico di Bari e neppure l’ospedale “Perrino” di Brindisi. Nel documento di programmazione economica c’è traccia, invece, di un più consistente finanziamento alla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, unica sede designata, attenendosi a quanto indicato dal documento, della banca del Cordone ombelicale.


Ed allora c’è da chiedersi se Brindisi deve accontentarsi delle promesse a parole mentre gli altri debbano privilegiarsi del possesso di documenti dove ci sono scritto, nero su bianco, di impegni ben precisi e quindi garantiti davvero.


Dinanzi a questa situazione non vi è dubbio, pertanto, che la raccolta firme promossa dal Comitato Ba.c.o. assume un sostegno assolutamente valido e importante alla richiesta di chiarimenti che formulerò alla giunta Vendola e in particolare all’assessore alle Politiche della Salute Tedesco in Consiglio regionale.



Michele Saccomanno