Acquistato dall’Isbem un nuovo strumento ad ultrasuoni per la densitometria ossea (progetto Prof)
mercoledì 30 settembre 2009

Grazie alla collaborazione di tutta l’ASL di Brindisi, e all’interesse suscitato fra i cittadini con l’antico meccanismo del “passaparola”, l’ISBEM ha potuto acquistare un apparecchio elettromedicale innovativo per lo screening sulle ossa di 1500 cittadini della provincia di Brindisi.

L’acquisto di uno strumento non rappresenta di per sé una notizia “bomba”, se non fosse per tre fatti.

1°: consolidare nel territorio il progetto PROF (prevenzione osteoporosi fratture);

2°: il densitometro ad ultrasuoni è il frutto di un brevetto e di una ditta italiani;

3°: con questo apparecchio, l’ISBEM, quale istituto di ricerca biomedica, può accelerare la realizzazione di un registro informatizzato sull’osteoporosi a Brindisi (ROBRI), mai realizzato prima nel territorio.

In poche settimane, già 537 cittadini sono stati esaminati, di cui ben 64 (il 12%) trovati affetti da osteoporosi, senza che ne sospettassero minimamente la patologia. Slatentizzando ed anticipando la diagnosi di osteoporosi, si riducono i costi sostenuti per le fratture (ricovero, intervento, protesi, relative complicanze, riabilitazione, etc) che, in Italia, superano quelli sostenuti per ospedalizzare e curare i casi di pazienti con infarto del miocardio.


Pur nato dalla consapevolezza dell’ASL di Brindisi e per la presenza nell’ISBEM di ricercatori esperti in osteoporosi, il progetto PROF indica una precisa direzione di marcia verso la prevenzione attiva tutta da potenziare, tenendo conto che la popolazione a rischio dell’intera provincia di Brindisi ammonta a una cifra che supera i 50.000 (cinquantamila) cittadini.


Purtroppo il progetto PROF finanziato dall’ASL può coprire solo una piccola percentuale, seppure distribuita in vari centri provinciali, per cui è assolutamente necessario il contributo dei singoli Comuni o di altri benefattori per raggiungere la cifra-bersaglio della popolazione a rischio su menzionata, che potrebbe essere analizzata soltanto se essi si facessero carico di un solo euro (1€) per ogni cittadino.

Immaginare che nel prossimo futuro si possa dire - con serietà e dati alla mano - che tutti i soggetti a rischio di una provincia periferica come Brindisi, fra le più povere d’Italia, sono stati valutati in modo preventivo per l’osteoporosi, ci riempirebbe di giusto e motivato orgoglio.


Siamo, però, solo all’inizio dell’opera, ma tali miracoli si possono fare soltanto se esistono ricercatori ed operatori sanitari che tuttavia, anche se ricchi di pazienza, perseveranza e visione, sono poveri di mezzi economici per raggiungere obiettivi di tale portata.

L’osteoporosi è un banco di prova per tutti, amministratori inclusi, e ognuno di noi deve fare la propria parte, se si vuole davvero aspirare ad avere un PIANETA SALUTE migliore, dove un piccolo investimento può far risparmiare molto e generare benefici concreti, per il singolo e per la comunità!