New Basket Brindisi… che fare?
giovedì 18 ottobre 2007

Brindisi, 18 ottobre 2007.  Si può sbagliare…nel nuovo testamento si dice:” chi è senza peccato scagli la prima pietra. Quello che risulta più difficile è, quasi sempre, riconoscere i propri errori e porre rimedio. A volte si può sbagliare per troppo amore, per cercare di crescere in fretta. Ed è quello che quasi certamente è accaduto ai dirigenti della New Basket. Va detto subito e a chiare lettere che nessuna persona sana di mente può mettere in dubbio, minimamente, l’amore, la passione che il dott. Ferrarese,  il presidente Corlianò e tutto lo staff dirigenziale nutrono per la loro squadra.


Alla cocente delusione patita nello scorso campionato, dominato in lungo e largo per tutta la stagione fino al tristissimo epilogo dei play-off, hanno voluto rispondere cercando di dare a tutta la struttura una maggiore professionalità, abbandonando una gestione quasi famigliare della gestione della squadra per una più manageriale, cosa che per altro era stata da più parti invocata.


E’ accaduto però che il manager scelto, al quale era stata data giustamente carta bianca, oltre che un budget adeguato agli obiettivi prefissati, ha inteso operare delle scelte quanto meno azzardate, prima smantellando un gruppo che con pochissimi ritocchi avrebbe potuto continuare a dominare ma, soprattutto, costruendo una squadra non dico modesta ma costituita da giocatori difficili da assemblare e con un gioco tutto da costruire sulle loro caratteristiche.


Un vero e proprio azzardo, una complicatissima scommessa, una sorta di outsider di lusso, e che lusso visto gli ingaggi, calata in un ambiente che vuole solo primeggiare e subito.  D’altronde, eccezion fatta per Bologna ( serie A1) è difficile trovare un’altra piazza con un numero di abbonati pari a Brindisi.


L’aver poi promesso “basket champagne” prestazioni strabilianti già nelle prime conferenze stampa ha poi creato una serie di aspettative e di equivoci che si sono riversati sulle squadra alle primissime difficoltà. La scoperta poi che un giocatore patrimonio della società e regolarmente a busta paga non era stato poi neanche tesserato, alla luce del nuovo regolamento che prevede al massimo due sole sostituzioni è sembrata francamente incomprensibile, con il risultato che se la società avesse deciso di utilizzarlo era come se lo acquistasse di nuovo con tutte le conseguenze derivanti dal nuovo regolamento.


Nascono da qui le incomprensioni con stampa e tifosi. Ora si è posto rimedio allontanando il manager, si tratta ora di giocare questa scommessa che fare?  Logica o illogica che sia la squadra è questa, cambiare ora probabilmente non servirebbe a nulla se non a creare altra confusione. Dobbiamo necessariamente dare il tempo allo staff tecnico e ai giocatori di trovare al loro interno fiducia  e serenità, ma soprattutto al coach Moretti di trovare un gioco che sappia esaltare le qualità dei singoli.


Poi se sarà necessario, alla finestra di mercato che si aprirà a gennaio, si dovranno trovare i necessari correttivi sperando in qualche buon giocatore interessato a scendere magari dalla serie A.


Ormai è andata così. Si è cercato di fare per il meglio, ma non sempre le cose vanno nella direzione sperata. Non è tempo però né di processi sommari né di ricerca di capri espiatori, possiamo solo stringerci intorno alla squadra e al gruppo dirigente sperando che nonostante tutto si possano comunque raggiungere gli obiettivi che tutta una città sogna.


Noi possiamo solo continuare a promettervi critiche obiettive e si spera costruttive, sicuramente mai compiacenti.


Raffaele Mauro