New Basket Brindisi. La pazienza tra Flop e Fiaschi!
venerdì 28 settembre 2007

Brindisi, 28 settembre 2007.  Nella vita c’è sempre qualcuno più realista del Re. Lo dico da repubblicano convinto non avendo mai amato le monarchie, siano esse assolute che costituzionali, sono quindi convinto che bisogna essere sempre cittadini e mai sudditi. Ragion per cui sono estremamente geloso del mio diritto di critica, soprattutto laddove per assistere ad uno spettacolo pago e profumatamente ( per inciso i costi dei biglietti pagati a Brindisi sono i più elevati della b1 e di quasi tutta la a2 per non parlare del numero degli spettatori paganti ) proprio per poterlo esercitare senza remora alcuna.


Quando si parla di professionisti, e non dei dieci ragazzi cresciuti sotto casa che comunque dimostrano tutto il loro valore altrove, vedi Labate, Ferrienti, Cucinelli, Villani, Giuri, lo stesso Sardano, (  guarda caso possibile quintetto tutto brindisino che  certamente non sfigurerebbe in b1)  che tanto bene fece lo scorso anno a Brindisi, tanto per citarne alcuni, si sa perfettamente che le critiche bisogna aspettarsele quando il rendimento è ben al di sotto delle aspettative.


Aspettative che, all’ambiente tutto, sono state comunicate dai vertici societari e dalle persone messe a capo del progetto che hanno presentato questa squadra come composta da ”stelle” di prima grandezza rispetto al campionato da affrontare, e che al contrario si sta rivelando come un buon gruppo di comprimari, che però viene presumibilmente pagato da ”stelle” visto che il budget messo a disposizione dalla società anche quest’anno è pari a quello dell’anno scorso.


Ragion per cui parlare di isteria collettiva, invitare alla prudenza appare pleonastico ma soprattutto offensivo nei riguardi di un ambiente che  ama svisceratamente la sua squadra per la quale è disposto a mille sacrifici ma che odia sentirsi preso per i fondelli.


A qusto punto se risposte si devono dare  si preferisce che siano date sul campo e non nelle conferenze stampa!.


Questa città mastica pane e basket sin dagli albori di questo gioco. Sin  dai tempi dell’indimenticato Peppino Todisco, dei Vonghia, Quarta, dei Pentassuglia e dei Primaverili della mitica  Palestra Galiano.  Pochi possono venire qui a discettare impunemente di Basket.


Raffaele Mauro