ISBEM. Diagnosi della dissecazione aortica attraverso il D- dimero (un biomarker che segnala l’attivazione della coagulazione)
mercoledì 22 luglio 2009

Circulation è il giornale scientifico riconosciuto più noto nel mondo nel settore cardiovascolare ed ha pubblicato un articolo frutto della collaborazione di Università, ASL ed istituti di ricerca biomedica, fra cui l’ISBEM di Brindisi e l’Istituto di Fisiologia Clinica di Lecce.


Le competenze interdisciplinari dei nostri istituti salentini e le relazioni internazionali sono state essenziali in questo lavoro coordinato dal Prof. Alessandro DISTANTE per l’ISBEM e l’IFC del CNR, dal dr. Toru SUZUKI per l’Università di Tokio e dal prof. Kim EAGLE per l’Università del Michigan.


I risultati dicono che si può facilitare, nella pratica clinica, la diagnosi rapida di rottura dell’aorta (l’arteria più grande del corpo umano) tramite un semplice prelievo del sangue per misurare il D- dimero, un biomarker che segnala l’attivazione della coagulazione. Il lavoro su Circulation fa emergere il ruolo cruciale dei biomarker molecolari nelle patologie cardiovascolari gravi, come la dissecazione aortica, che possono portare alla morte in poche ore, se non riconosciute in tempo.


Un livello altissimo di D-dimero è predittivo di rottura dell’aorta e quindi si deve intervenire subito per salvare la vita del paziente, una volta escluse altre patologie più facilmente riconoscibili come embolia polmonare, infarto del miocardio ed ischemia miocardica (spesso definita angina pectoris).


Lungo questa linea di ricerca, con ricercatori sparsi fra ISBEM, CNR, ASL, Università ed industria biomedica, l’ISBEM sta intraprendendo studi di altre molecole da usare come marcatori di patologie gravi, anche grazie agli studi di farmacogenetica. Si tenta quindi di consolidare uno dei concetti “pilastro” del PIANETA SALUTE moderno che si basa sull’anticipazione degli eventi e sulla personalizzazione delle cure al fine di prevenire gli eventi infausti e ridurre al contempo i costi di diagnosi e terapia.


Emerge così il bisogno estremo di potenziare le sinergie interdisciplinari e multi-istituzionali (università, istituti di ricerca, ASL ed industrie biomediche), senza le quali ogni idea rischia di rimanere sospesa al chiodo della teoria oppure ai muri dei laboratori, senza una ricaduta per i cittadini tutti, problema che riguarda sia i paesi ricchi che quelli in via di sviluppo.


Infatti, in una recente conferenza stampa, tenutasi nella Certosa di San Giacomo a Lauro di Avellino, Kim EAGLE ed Alessandro DISTANTE hanno illustrato come le innovazioni in medicina possono favorire ed accelerare i processi epocali come quello avviato negli USA dal Presidente Barrak OBAMA che vuole allinearsi alle buone pratiche dei Sistemi Sanitari Nazionali che, come quello italiano (sic!!!), garantiscono assistenza sanitaria (di certo da migliorare!) ma a tutti, indipendentemente dal reddito, dalla posizione sociale e dalla razza.