BRINDISI – Ci sono medici che curano le malattie e altri che, insieme alle malattie, si prendono cura delle persone. Il dottor Giovanni Quarta apparteneva a questa seconda, rara categoria. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella sanità brindisina e in un’intera comunità che, per decenni, ha riconosciuto in lui un punto di riferimento.
Padre fondatore dell’Ematologia brindisina, cofondatore della Rete Ematologica Pugliese e della SITE, la Società italiana talassemie ed emoglobinopatie, nonché fondatore e motore della BrinAil, Quarta ha dedicato la propria vita professionale ai pazienti e alla crescita dell’Ematologia di Brindisi.
Sono tantissime le famiglie che nel corso degli anni hanno incrociato il suo cammino. Per molti non è stato soltanto un primario o un medico di straordinaria competenza, ma una presenza capace di trasmettere sicurezza anche nei momenti più difficili.
A ricordarlo è l’ASL Brindisi, che ne sottolinea non soltanto le grandi capacità professionali, ma soprattutto il rapporto costruito con pazienti, familiari e collaboratori.
«Dotato di un’intelligenza viva, acuta, e di una cultura medica d’altri tempi — di quelle che uniscono il rigore scientifico all'intuito profondo —, capace di decifrare le diagnosi più complesse. Eppure, la sua grandezza non stava soltanto nella conoscenza: stava tutta nei corridoi del suo reparto, tra i letti di chi soffriva».
Nel ricordo dell’azienda sanitaria emerge il ritratto di un medico presente fino in fondo nelle battaglie più difficili: «Di fronte alle difficoltà, alle complicanze più drammatiche, alle battaglie che sembravano già perse, lui era sempre lì, al suo posto: una presenza salda per tutti i suoi collaboratori, una roccia a cui aggrapparsi nel momento del bisogno per i familiari dei pazienti».
Un rapporto particolarmente profondo era quello che Quarta riusciva a instaurare con i pazienti più giovani. «Con quei ragazzi travolti troppo presto dalla malattia, non era soltanto il medico: era un padre. Un padre protettivo, affettuoso, capace di infondere coraggio anche senza bisogno di troppe parole».
Quarta ha inoltre formato intere generazioni di medici, lasciando loro, sottolinea ancora l’ASL, «non solo la scienza dell'ematologia, ma l'etica della cura».
Al cordoglio si unisce il direttore generale dell’ASL Brindisi, Stefano Rossi: «Ho avuto modo di conoscere personalmente il dott. Giovanni Quarta all’epoca del mio incarico di Direttore Amministrativo, apprezzandone fin da subito le grandi qualità umane e professionali. Un medico di straordinaria competenza e umanità, punto di riferimento per pazienti, colleghi e intere generazioni di professionisti. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella nostra comunità sanitaria, ma anche un’eredità preziosa che continuerà a vivere nel lavoro di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di imparare da lui».
Con Giovanni Quarta, Brindisi perde uno dei protagonisti della propria storia sanitaria. Resta l’eredità di una vita dedicata alla medicina, alla cura e soprattutto alle persone.



















