Confindustria Brindisi al Mimit: nuove filiere produttive per diversificare l’economia del territorio
martedì 29 settembre 2026

BRINDISI – Allargare la base produttiva brindisina puntando anche su settori finora poco presenti sul territorio, senza rinunciare al sostegno delle tradizionali vocazioni industriali. È questa la prospettiva indicata da Confindustria Brindisi dopo l’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicato al rilancio dell’industria italiana degli strumenti musicali.

Al confronto con il ministro Adolfo Urso hanno preso parte, per Confindustria Brindisi, il presidente Giuseppe Danese e il direttore generale Angelo Guarini. L'iniziativa è stata promossa insieme a Confindustria Ancona, Confindustria Macerata e Dismamusica.

Secondo quanto illustrato nel corso dell’incontro, quello degli strumenti musicali rappresenta un comparto che supera la tradizionale dimensione artigianale e comprende aziende impegnate nella ricerca, nell’innovazione, nello sviluppo di materiali e prodotti e nell'esportazione sui mercati internazionali.

I dati riportati dai promotori indicano circa 1.120 imprese produttrici e 2.110 addetti diretti, con un mercato nazionale stimato in circa 417 milioni di euro ed esportazioni superiori a 155 milioni. Oltre il 95 per cento delle aziende avrebbe meno di dieci addetti: una frammentazione che, secondo Confindustria, rende più difficile sostenere singolarmente investimenti in innovazione, formazione, certificazioni e internazionalizzazione.

Da qui la proposta presentata al Mimit di riconoscere l’industria degli strumenti musicali come filiera nazionale strategica del Made in Italy, prevedendo interventi per favorire investimenti, innovazione, formazione delle competenze, ricambio generazionale, export e aggregazione tra imprese. Secondo quanto riferisce Confindustria Brindisi, l'impostazione avrebbe trovato una condivisione di principio da parte del ministro.

«Non chiediamo misure assistenziali – sottolinea il Presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese – ma una politica industriale in grado di mettere queste aziende nelle condizioni di crescere, innovare, aggregarsi e competere sui mercati internazionali. Un intervento mirato su una filiera produttiva relativamente contenuta può generare un effetto moltiplicatore su un ecosistema economico e culturale molto più ampio, con ricadute in termini di investimenti, produzione e occupazione».

L'interesse di Confindustria Brindisi, tuttavia, non riguarda soltanto il rilancio nazionale del comparto. L'associazione guarda alla filiera musicale anche nell'ambito di una strategia di diversificazione dell'economia provinciale, con l'obiettivo dichiarato di creare le condizioni per attrarre sul territorio nuovi investimenti e attività produttive.

«Il nostro territorio – prosegue Danese – possiede una solida tradizione industriale nella meccanica e metalmeccanica, nell’aeronautica, nella chimica e nell’edilizia. Questi comparti restano fondamentali e devono continuare a essere sostenuti e valorizzati. Parallelamente, però, dobbiamo avere la capacità di guardare avanti, individuando nuovi settori nei quali investire e creare opportunità. Stiamo lavorando in questa direzione sulla Blue Economy, sul Turismo e Cultura, sulla Sanità privata e oggi guardiamo con interesse anche alla filiera della musica e della produzione degli strumenti musicali».

L'intenzione, precisa l'associazione, non sarebbe quindi quella di sostituire i settori che storicamente caratterizzano l'industria brindisina, ma di affiancarli con nuovi comparti legati all'innovazione, alla ricerca, alla specializzazione e all'export.

«Vogliamo creare le condizioni affinché anche Brindisi possa intercettare una parte dello sviluppo generato da queste nuove filiere – aggiunge il Presidente – favorendo investimenti, nuove attività imprenditoriali e contaminazioni con le competenze già presenti sul territorio. La diversificazione produttiva può tradursi in nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, e rendere il nostro sistema economico più competitivo e resiliente».

Tra le proposte sottoposte al Ministero figurano anche la costituzione di un tavolo permanente sull'industria degli strumenti musicali, un programma nazionale per il triennio 2027-2029, misure a sostegno degli investimenti e dell'innovazione, interventi sulla formazione e sull'internazionalizzazione e incentivi alla creazione di reti, consorzi e altre forme di aggregazione.

Il percorso dovrebbe ora proseguire nel confronto istituzionale dedicato alla produzione italiana di strumenti musicali, coinvolgendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero della Cultura.

Per Confindustria Brindisi, dunque, il dossier assume anche una dimensione locale: consolidare meccanica, aeronautica, chimica, edilizia e gli altri settori già presenti, ma contemporaneamente provare ad aprire il territorio a nuove filiere produttive. L'obiettivo indicato dall'associazione è ampliare le opportunità di investimento e, attraverso una maggiore diversificazione, creare nuove possibilità occupazionali nel Brindisino.

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