SQUINZANO – Per una sera il dolore di una famiglia è diventato quello di un intero paese. Squinzano ha scelto il rosso e la luce delle fiaccole per ricordare Lorena Isceri e, soprattutto, per dire che la sua morte non può essere considerata soltanto l'ennesimo drammatico fatto di cronaca.
Nella serata dell'11 settembre una grande partecipazione popolare ha accompagnato la manifestazione dedicata alla 45enne originaria del comune salentino. Famiglie, giovani, associazioni e semplici cittadini sono scesi in strada stringendosi idealmente attorno ai genitori Franco e Antonia e agli altri familiari.
A raccontare il senso della serata erano soprattutto le immagini. Il volto di Lorena sulle magliette, una sua grande fotografia sollevata tra la gente, le fiaccole nelle mani dei partecipanti e quel rosso scelto come colore comune. Pochi elementi, capaci però di restituire con immediatezza il sentimento di una comunità profondamente colpita.
Il cammino è cominciato dalla zona in cui vive la famiglia Isceri. Da lì il corteo ha attraversato Squinzano fino a raggiungere piazza Vittoria, trasformando per alcune ore le vie del paese in un luogo collettivo di memoria.
Il punto di arrivo non è stato casuale. Davanti alla panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, il ricordo personale di Lorena ha assunto una dimensione più ampia. Non soltanto il cordoglio per una donna strappata alla vita, dunque, ma la volontà di interrogarsi ancora una volta su una violenza che troppo spesso nasce proprio all'interno delle relazioni affettive.



















