BRINDISI – Il sistema di raccolta dei rifiuti a Brindisi si prepara a cambiare. Non si tratta dell’abolizione immediata del porta a porta, ma della volontà dell’amministrazione comunale di superarlo come modello unico applicato indistintamente in tutta la città, introducendo modalità differenti a seconda delle caratteristiche dei quartieri. L’obiettivo è arrivare almeno al 65% di raccolta differenziata, ridurre il ricorso alla discarica e costruire un servizio più efficiente anche sotto il profilo economico.
La Giunta comunale ha approvato il 28 agosto le linee di indirizzo per la predisposizione del nuovo Piano industriale dei rifiuti, destinato a rappresentare la base della futura gara decennale per il servizio di raccolta e smaltimento.
La delibera, presentata dall’assessora all’Ambiente Livia Antonucci, traccia quindi la strada che dovrà essere successivamente tradotta nel progetto concreto del nuovo servizio.
Il principio centrale è che Brindisi non può essere trattata come un territorio omogeneo. Quartieri densamente popolati, grandi condomini, zone caratterizzate prevalentemente da abitazioni indipendenti e aree con differenti condizioni di viabilità possono richiedere sistemi di raccolta diversi.
Per questo il futuro modello dovrebbe essere costruito prendendo in considerazione la densità abitativa, la tipologia edilizia, la presenza dei condomini, la viabilità e le funzioni urbane delle diverse zone. Il porta a porta, dunque, non è destinato necessariamente a scomparire ovunque: potrà continuare a essere utilizzato dove risulterà efficace, affiancato in altre aree da differenti soluzioni di conferimento.
«Siamo giunti alla conclusione che il sistema di raccolta debba per il futuro essere impostato diversamente», ha spiegato Antonucci.
Un orientamento che non nasce soltanto con la delibera approvata dalla Giunta. Già nelle settimane precedenti, durante il confronto sviluppatosi nella Commissione Ambiente, era emersa l'ipotesi di procedere verso un sistema misto, superando l'impostazione del porta a porta generalizzato.
Nella valutazione dell'amministrazione pesa anche la situazione attuale: a fronte di costi considerati elevati, la percentuale di differenziata non avrebbe ancora raggiunto i livelli auspicati. Tra le criticità individuate figurano inoltre i conferimenti irregolari e incontrollati, fenomeni che incidono sulla qualità del servizio e sul decoro urbano.
Il traguardo indicato nelle nuove linee di indirizzo è chiaro: raggiungere almeno il 65% di raccolta differenziata, allineando Brindisi agli obiettivi fissati dalla normativa e dalla programmazione europea, nazionale e regionale. Parallelamente dovrà diminuire in maniera significativa la quantità di rifiuti destinata alla discarica.
Il percorso verso un sistema più articolato, del resto, ha già avuto alcune anticipazioni. Dal 15 giugno 2026 sono operative in città dieci isole ecologiche intelligenti, utilizzabili attraverso la tessera sanitaria e collocate in diversi quartieri. Strutture che rappresentano già oggi uno strumento complementare alla raccolta domiciliare.
Un altro capitolo riguarda il rapporto tra amministrazione e cittadini. Il Comune punta a rafforzare sia l'informazione sia la possibilità di segnalare direttamente le criticità riscontrate sul territorio. In questa direzione è stata annunciata l'attivazione di un numero WhatsApp dedicato, attraverso il quale i cittadini potranno evidenziare problemi e avanzare proposte sul servizio.
«Si tratta di un sistema che ci consentirà di migliorare anche il monitoraggio del servizio, a beneficio dei cittadini e di una città che tutti vogliamo più pulita», ha dichiarato Antonucci.
Per l'assessora è necessario anche aumentare il livello di partecipazione della popolazione: «È indubbio che i cittadini abbiano il diritto di essere informati in maniera più puntuale e soprattutto che possano esprimere le proprie valutazioni e formulare le proprie richieste».
La partita riguarda inevitabilmente anche i costi del servizio e la Tari. Tra gli obiettivi dell'amministrazione c'è infatti quello di arrivare a una gestione economicamente più sostenibile, nella prospettiva di ridurre, laddove possibile, il peso della tassa sui rifiuti per famiglie e attività.
Al momento, dunque, il porta a porta resta operativo. L'approvazione delle linee di indirizzo non equivale all'immediata sostituzione dell'attuale sistema: rappresenta piuttosto il primo passaggio verso la costruzione del nuovo Piano industriale e della successiva gara decennale.
Sarà proprio il Piano a definire nel dettaglio quali modalità di raccolta saranno utilizzate quartiere per quartiere, dove resterà il servizio domiciliare e dove invece potranno essere adottate soluzioni differenti.
La direzione politica e amministrativa, però, è ormai delineata: abbandonare l'idea di un unico modello valido per tutta Brindisi e costruire un sistema calibrato sulle caratteristiche delle diverse aree della città, con l'obiettivo di aumentare la differenziata, contrastare gli abbandoni, migliorare il decoro urbano e contenere i costi.
Le informazioni sulle 10 isole ecologiche intelligenti si possono leggere sul sito del Comune di Brindisi
https://www.comune.brindisi.it



















