Basket: Lofoco intervista il direttore sportivo della Prefabbricati Pugliesi Brindisi
mercoledì 19 settembre 2007

Brindisi, 19 settembre 2007.   “3 vs 3”: tre domande (e tre risposte) a… Carlo Rinaldi, direttore sportivo New Basket Prefabbricati Pugliesi Brindisi  ( rubrica a cura di GianPiero Lofoco) 


Una lunga esperienza sui principali campi di tutt’Italia, lì dove si giocava (e si gioca ancora) il basket d’elite. Come mai un “capitano di lungo corso” come lei ha deciso per questa stagione di accettare l’invito quale direttore sportivo della New Basket Brindisi?


Frequento Brindisi da 50 anni sia pur non per lavoro ma per vero e proprio piacere. Ci passo molti mesi dell’anno perché ho messo su casa in provincia e, quindi, ritengo di non aver fatto tanta strada.


Perché la New Basket?
Nell’accettare l’incarico sono stato spinto dal fatto che qui ci sono i presupposti per fare bene e per provare a ritornare ai livelli che si sono già raggiunti. Mi piaceva l’idea di far parte di un progetto ambizioso e ben studiato: un progetto semplice, tutto sommato, proteso al salto di categoria e che può contare sulla disponibilità economica, su un palasport sempre pieno (quale miglior stimolo!) e su una intera città che ama la pallacanestro. Unico neo l’attesa spasmodica del risultato tanto desiderato, l’ansia, l’eccessiva carica emotiva che caratterizza l’ambiente e che conduce fatalmente a pressioni spesso inopportune.


Una città, una provincia, una regione che guardano con interesse a Brindisi nel campo della pallacanestro e un gran numero di mass-media a seguire le vicende della squadra: c’è chi la ritiene eccessiva esposizione! Il direttore sportivo di questa squadra cosa ne pensa?


Non intendo esprimere un giudizio radicale in proposito, anche perché non ho la pretesa di avere assolutamente ragione: credo che una esposizione mediatica ridotta, con un profilo più basso a volte faciliti le cose. Ma non c’è mai la certezza, mi resta, quindi, il dubbio. Certamente quanto accade a Brindisi (mi riferisco ai tifosi e ai mezzi d’informazione) è difficilmente riscontrabile in altre parti d’Italia. Ho allenato piazze importanti nella mia carriera: Siena, Pesaro, Cagliari, Forlì, Brescia ma una attenzione del genere non la ricordo proprio neanche in altri templi della pallacanestro italiana.


I tempi sono cambiati, certo. Ora vi è l’informazione via web che moltiplica il già ragguardevole impegno dei giornali, delle tv e delle radio ma la febbre brindisina del basket altrove non è così alta. Me lo dice il…..termometro del tifo: sabato scorso abbiamo peso una partita di Summer Cup ed in molti ci sono rimasti male. Comprendo il disappunto ma tale manifestazione ha il principale fine di far rodare le squadre, senza eccessivo agonismo.


Nessuno ha piacere a perdere, ma la preparazione pre-campionato delle varie squadre è assai differente e può succedere che qualcuna sia più in forma di altre, così come che una partita si giochi bene e dopo tre giorni si incappi in una serata storta, come è successo a noi (vittoria a Potenza, sconfitta in casa con Matera). Occorre avere pazienza e fiducia.


Rinaldi, tutto d’un fiato e senza giri di parole. Ritiene di essere simpatico agli sportivi brindisini?


E’ una domanda che non mi sono posto perché non mi interessa. Non sono venuto a divertire la gente, ma a svolgere un lavoro che spero sia ben fatto ed alla fine che la gente sia contenta nel seguire questa squadra. Io amo vivere in questa provincia (la mia casa è ad Ostuni); ho tanti cari amici, la gente è cordiale e disponibile, mi piace il clima, il mare, il cibo. Ho, anche sposato una donna di questa terra. Al tirar le somme: che dicamo di me ciò che vogliono, in ogni modo…..non me ne può fregar di meno! Lo dico con ironia, sia ben chiaro!


di GianPiero Lofoco