Ordine dei medici di Brindisi: improponibile l’allocazione di un impianto nucleare
sabato 16 maggio 2009

Intervento del presidente dell’ordine dei medici di Brindisi, dott. Emanuele Vinci, sull’ipotesi di apertura di centrali nucleari nel territorio della provincia.


La problematica della salvaguardia dell’ambiente e della tutela della salute dei cittadini è uno degli obiettivi che il Direttivo dell’Ordine dei Medici di Brindisi in carica dallo scorso gennaio si è posto come priorità.


Non a caso uno dei primi atti ufficiali del Consiglio dell’Ordine è stata la dichiarazione di incondizionata disponibilità alla tutela ambientale ed una forte sollecitazione  alle istituzioni competenti ad approfondire ulteriormente la conoscenza relativa agli effetti sulla salute pubblica provocati dall’inquinamento del territorio, di un’area già definita “ad elevato rischio ambientale”.


Nel documento sul PAL (Piano attuativo Locale) del primo Consiglio Direttivo dell’anno in corso, l’Ordine dei Medici invitò la ASL di Brindisi a sottoscrivere appositi protocolli di intesa con la Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente al fine di intensificare le attività di monitoraggio e di prevenzione. Già dai pochi dati a nostra disposizione, infatti, si evince nelle nostre zone una maggiore diffusione di alcune malattie tumorali che potrebbero essere legate ad inquinamento ambientale.


Si chiedeva specificatamente:


- la mappatura delle fonti di inquinamento am¬bientale e delle aree a maggiore concentrazione di inquinanti;


- la mappatura puntuale del rischio di sviluppo di alcuni tumori maligni, delle patologie neurode¬generative e delle tireopatie;


- la valutazione delle associazioni tra rischio effet¬tivo di sviluppare un tumore e altre patrologie e contemporanea esposizione ad inquinanti ambientali.
 
Occorre peraltro affermare che la ASL di Brindisi ha immediatamente recepito tali sollecitazioni. Ed infatti è proprio di questi giorni la notizia che l’ASL ha presentato alla Regione Puglia un progetto per la mappatura degli inquinanti ambientali e del rischio di morbilità e mortalità con conseguente valutazione del rapporto salute ed ambiente di vita e di lavoro. Entro l’estate l’Amministrazione regionale si è impegnata a finanziare il progetto.


Ebbene, quando finalmente sembra muoversi qualcosa nell’interesse della salute pubblica, ecco la notizia della scelta del territorio brindisino quale possibile sede di un impianto nucleare.


Ritengo di esprimere il sentimento della stragrande maggioranza dei colleghi medici nell’affermare che è improponibile l’allocazione di un impianto nucleare  su un territorio in cui si inizia solo ora un attento monitoraggio sulla relazione tra inquinamento ambientale e malattie neoplastiche e degenerative.


Dott. Emanuele Vinci - presidente dell’ordine dei medici di Brindisi,