San Pietro Vernotico, perseguita e controlla la fidanzata minorenne per due anni: arrestato un 20enne
mercoledì 3 giugno 2026

SAN PIETRO VERNOTICO – Per quasi due anni avrebbe sottoposto la fidanzata, oggi diciassettenne, a un controllo costante e ossessivo, limitandone la libertà personale e isolandola progressivamente dalle amicizie e dalle attività quotidiane. Per questi motivi un ventenne di San Pietro Vernotico è stato arrestato dai Carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, con le accuse di atti persecutori e violenza privata.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane avrebbe imposto alla ragazza una serie di restrizioni, arrivando a monitorarne gli spostamenti attraverso un'applicazione di geolocalizzazione installata sul telefono. Alla minorenne sarebbe stato inoltre vietato frequentare le amiche, partecipare alle lezioni di danza e alle attività di doposcuola, mentre anche il modo di vestirsi e truccarsi sarebbe stato oggetto di imposizioni da parte del fidanzato.

Le indagini hanno accertato che la giovane avrebbe subito per mesi insulti, minacce e continui controlli sui propri dispositivi elettronici e sui profili social. La situazione sarebbe ulteriormente degenerata quando la ragazza ha deciso di interrompere la relazione e bloccare il ventenne sulle piattaforme digitali.

In una circostanza, secondo l'accusa, il giovane l'avrebbe costretta a salire a bordo di un'automobile, bloccando le portiere e minacciandola affinché lo sbloccasse dai social network. La ragazza sarebbe stata lasciata andare soltanto dopo aver acconsentito alla richiesta.

A denunciare i fatti sono stati, nel marzo scorso, i genitori della minorenne, che si sono rivolti ai Carabinieri fornendo un consistente materiale probatorio composto da screenshot, conversazioni, registrazioni audio e altri elementi utili alle indagini.

Determinanti anche le testimonianze delle amiche della vittima, che avrebbero confermato il progressivo isolamento della ragazza e le limitazioni imposte dal giovane. Gli elementi raccolti dai militari hanno portato il giudice a ritenere necessaria la misura cautelare in carcere.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l'indagato deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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