Nuova mobilitazione annunciata a Brindisi sul tema dell’immigrazione e dei soccorsi nel Mediterraneo. Il sindacato Cobas ha organizzato per martedì 19 maggio, a partire dalle ore 18, un sit-in ai giardinetti di Piazza Vittorio Emanuele, nella zona del porto cittadino, per esprimere solidarietà alla Ong Sea Watch, al comandante della nave finito sotto inchiesta e ai migranti in fuga da guerre, violenze e distruzione.
Nel comunicato, il sindacato attacca duramente le politiche migratorie del Governo italiano, denunciando quello che definisce “razzismo istituzionale”, respingimenti in mare e gestione repressiva dell’accoglienza. La manifestazione sarà anche un momento di protesta contro i conflitti internazionali e le conseguenze umanitarie che, secondo i Cobas, alimentano le migrazioni forzate.
Di seguito riportiamo integralmente la nota diffusa dal sindacato Cobas di Brindisi.
Il Sindacato Cobas di Brindisi invita a partecipare al sit in che si svolgerà Martedì 19 Maggio a partire dalle ore 18,00 ai giardinetti di Piazza Vittorio Emanuele ,giù al porto, per dare solidarietà alla Ong Sea Watch, al Comandante della nave messo sotto inchiesta dalle autorità Italiane, ai migranti in fuga da distruzione ,guerre e violenze .
Il Capitano della nave Sea Watch viene indagato per “Immigrazione clandestina” dalla magistratura brindisina
A Brindisi assistiamo all’assurdo che invece di perseguire gli amici del governo Italiano che sparano per uccidere chi era sulla nave si mettono sotto accusa chi è solo colpevole di salvare vite umane.
Il Cobas intende manifestare contro le politiche sulla immigrazione del governo Italiano fatto di razzismo istituzionale, di respingimenti in mare in nome del blocco navale , di ritardi e spesso mancanza di aiuti in mare che ha portato migliaia di persone a morire nel Mediterraneo, di detenzione illegale nei CPR in Italia e all’estero in Albania dove finisci senza aver commesso nessun reato ma solo atti amministrativi,di razzismo alimentato a livello sociale come nel caso di Taranto dove basta essere di un altro colore per essere ucciso .
Il Cobas manifesta inoltre tutto il suo disappunto contro le guerre che hanno distrutto tutto il diritto internazionale ed intere economie , con tante vittime.
Palestina , Libano, Siria , Libia, Iran,Mali, Sudan, e tante altre ancora ne sono il drammatico esempio.
Questi scenari hanno contribuito fortemente ad alimentare la fuga da quei paesi , dove le lobby dei trafficanti di esseri umani spesso e volentieri coincidono con gli uomini di chi è al servizio del potere.
Il Cobas , ora e sempre, al fianco delle vittime e dei più deboli.
Per il Cobas Roberto Aprile



















