Momenti di forte apprensione a Ostuni, dove una gita scolastica si è trasformata in un’emergenza sanitaria nella notte tra il 29 e il 30 aprile. Una studentessa di 15 anni, in viaggio con una comitiva proveniente da Osimo, è stata ricoverata in ospedale dopo aver accusato un grave malore riconducibile all’assunzione di alcol.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la ragazza avrebbe portato con sé una bevanda alcolica nascosta all’interno di una borraccia, eludendo così eventuali controlli. Una volta rientrata in struttura insieme ad alcuni compagni, avrebbe consumato un cocktail a base di vodka. Poco dopo, però, le sue condizioni sono peggiorate rapidamente fino alla perdita di conoscenza.
Immediata la reazione degli insegnanti accompagnatori, che hanno allertato i soccorsi. La giovane è stata trasferita d’urgenza in ospedale, dove è rimasta sotto osservazione per tutta la notte. Un docente è rimasto al suo fianco fino al risveglio, mentre i genitori, avvisati dell’accaduto, hanno raggiunto la struttura sanitaria e l’hanno riportata a casa il giorno successivo.
L’episodio ha inevitabilmente sollevato polemiche tra le famiglie degli studenti. Alcuni genitori chiedono controlli più severi e una maggiore attenzione nell’organizzazione delle gite scolastiche, sottolineando la necessità di rafforzare la vigilanza.
Dall’istituto Istituto Corridoni-Campana arriva però una posizione chiara: la dirigente scolastica Milena Brandoni ha ribadito il valore educativo dei viaggi d’istruzione, evidenziando come tali esperienze rappresentino un momento importante di crescita per i ragazzi. Allo stesso tempo, ha ricordato che i docenti partecipano su base volontaria e nel rispetto delle normative vigenti.
Per quanto riguarda il caso specifico, la scuola ha già adottato provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti coinvolti, con l’obiettivo di richiamare tutti a un comportamento più responsabile. La famiglia della giovane ha riconosciuto l’errore e ha espresso le proprie scuse per quanto accaduto.
Resta alta l’attenzione su un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza durante le uscite scolastiche, tra esigenze educative e responsabilità condivise.
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