BRINDISI – Non più corsi d’acqua, ma discariche a cielo aperto. È l’immagine desolante che si è presentata agli operatori intervenuti nel canale Foggia di Rau, nelle campagne tra Brindisi e Cerano, dove sono state rinvenute e rimosse 14 carcasse di auto abbandonate e carbonizzate.
A eseguire l’operazione, nel pomeriggio di mercoledì 20 agosto, la ditta Tarantini per conto di Pissta (Pronto intervento sicurezza stradale tutela ambientale), il servizio che collabora con il Comune di Brindisi anche nella rimozione e nello smaltimento di veicoli ridotti a rifiuti speciali.
Secondo le prime valutazioni, si tratterebbe con tutta probabilità di veicoli rubati e poi bruciati per cancellarne le tracce. Ma tempo e fiamme hanno reso impossibile ricavare elementi utili alle indagini. Ciò che resta, oltre ai rottami, è l’elevato rischio ambientale: il Foggia di Rau sfocia direttamente in mare, trasportando residui tossici e altamente inquinanti.
Non è la prima volta che accade. Solo due mesi fa, nello stesso canale erano state recuperate dieci carcasse, mentre in precedenza altre erano state rinvenute in località Fiume Grande, tra Brindisi e Tuturano. Una sequenza che fa pensare a un fenomeno diffuso e sistematico, difficile da arginare senza strumenti di controllo adeguati.
Proprio per questo Pissta ha annunciato l’installazione di fototrappole lungo i canali più colpiti. L’obiettivo è duplice: scoraggiare chi continua a utilizzare questi luoghi come discariche e fornire elementi utili per risalire ai responsabili.
IMMAGINE DI REPERTORIO





















