La storia Le storie. -di Pino De Luca-
domenica 19 aprile 2009

Un portale di informazione (www.Brundisium.net), testata giornalistica, a dieci anni dal suo incipit, ha organizzato nella città della Brunda un interessante ciclo di seminari sugli anni ’70.  Il tema è forte e profondo, circoscrivendo la sequenza degli interventi ai temi del terrorismo, con particolare predilezione per quello targato come “rosso”.


L’inizio, il 18 di aprile, è stato molto interessante. Vincenzo Manca, Senatore del PdL, nella precedente legislatura Vicepresidente della Commissione Stragi, nota anche come Commissione Pellegrino, ha presentato il suo libro: Moro, un profeta disarmato.


Un libro tosto e pesante, scritto come può scriverlo un militare che ha lavorato nel Sios prima di dedicarsi alla politica, un libro che contiene “tutti e soli i fatti documentalmente accertati e quindi incontestabili”, e, pertanto, un libro “definitivo” su quanto fino ad ora noto. Persona squisita il Sen. Manca, aperto a domande garbate e, soprattutto, a domande “sgarbate” alle quali ha risposto con garbo e seguendo una onestissima linea di coerenza politica e culturale che non ha mai abbandonato.


La ricerca della verità scevra da condizionamenti che ha perseguito insieme al Presidente Pellegrino traendo una visione consolidata e condivisa della vicenda Moro. Con schiettezza e capacità di sintesi il Senatore ha dichiarato che il libro “chiude” la fase documentalmente presente ma lascia aperte tante altre possibili fasi che, a suo parere, avranno lettura storica un giorno ma che ora non vi sono ancora le condizioni per enucleare completamente il mistero.


Certo il Sen. Manca, e nel libro e nel dialogo, data la sua esperienza passata e attuale non può spogliarsi, né poteva farlo lo stesso Presidente Pellegrino, di un “addestramento” culturale per entrambi e anche operativo per il nostro autore. Un addestramento che, singolarmente, vede schierate contro al medesimo nemico sia le Brigate Rosse che chi doveva contrastarle.


Quando, come dice il Sen. Manca, un Magistrato racconta che Brigate Rosse e Ministero della Giustizia si avvalevano dei medesimi consulenti, quando si lasciano sullo sfondo spiegazioni presenti e future per le quali esistono fatti politici di tutta evidenza, si può ipotizzare certamente l’esistenza di una certa dose di ingenuità e di impreparazione ma è altrettanto valida l’ipotesi di una sorta di “convergenza di interessi” nella quale “l’inazione è intrinsecamente concorso se non complicità”.


Per quanti, come Andrea, sono così giovani da non avere contezza della situazione politica del tempo, si trattava di contrastare con ogni mezzo l’Eurocomunismo, una strategia politica che aveva nei Partiti Comunisti di Italia, Spagna e Francia i suoi maggiori propugnatori e proponeva quello che allora si definiva “nuovo ordine mondiale”. In Italia un passaggio fondamentale era la realizzazione del “Compromesso Storico”, operazione politica che tendeva a portare al governo del paese le tre grandi forze popolari: Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano. Latori primari di questa politica erano Aldo Moro ed Enrico Berlinguer. Questa idea venne da molti poteri giudicata foriera di sciagure e da contrastare con ogni mezzo. Il contrasto al Compromesso Storico era, dichiaratamente, l’obiettivo delle Brigate Rosse.


Tornando alla presentazione e al libro, io credo che si tratti di un buon manuale, come sia buona la discussione che esso apre. Sarebbe assai utile avere sempre l’abito mentale dell’investigatore assolutamente privo di pregiudizi. Il fatto è che questa figura è tanto auspicata quanto immaginaria. E però la soluzione c’è. Due investigatori, con i loro pregiudizi, si mettono davvero insieme a ricercare la verità, procedendo in questo modo: ciascuno racconta la propria storia e lascia all’altro il compito di verificarla. Fino ad oggi ognuno ha raccontato la storia dell’altro cercando con l’altro a volte lo scontro e a volte la condivisione, e questo ha condotto a saggi suggestivi ma inutili oppure a manuali tanto utili quanto, ovviamente, incompleti e, forse, incompletabili.


Ma in questo secolo credo che non accadrà. Ha ragione Manca, troppi scheletri in troppi armadi puzzano ancora di cadavere.


Ora credo sia il tempo che i mandanti paghino la parcella a chi, sparando proiettili prima e balle poi, ha contribuito alla realizzazione di un disegno, a mio parere scellerato: fare in modo che si avverassero le funeste profezie di Moro piuttosto che l’Italia Repubblicana nata dalla Resistenza compisse il suo percorso democratico.
Ci sarò, se potrò e se gradito, anche alle prossime conferenze.


Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)