Amati: “Il presidente dei medici di Brindisi offende gli operatori del 118 su centralizzazione pazienti, solidarietà”
mercoledì 26 marzo 2025

Pubblichiamo la nota del consigliere regionale Fabiano Amati.

“Il presidente dell’Ordine dei medici di Brindisi, Arturo Oliva, ha gravemente offeso la professionalità del direttore del 118 Massimo Leone e del Dipartimento di emergenza della ASL di Brindisi, mettendone in discussione le scelte operative sulla centralizzazione dei pazienti di Fasano e Cisternino presso l’ospedale di Monopoli.

Lo ha fatto implicitamente, ovviamente, e con dichiarazioni riportate oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno: «Mi sembra quantomeno azzardato parlare di centralizzazione dei pazienti di Fasano e Cisternino nell’ospedale di Monopoli. Pazienti con trauma cranico o ischemia degli arti inferiori devono essere necessariamente portati al Perrino, che è un ospedale di secondo livello, con standard fissati per legge».
Ma davvero, secondo il presidente dell’Ordine dei medici, il dott. Leone e gli operatori del 118 — ai quali va tutta la mia solidarietà e stima — sarebbero così sprovveduti da centralizzare i malati in emergenza verso strutture non attrezzate per trattarli?
Massimo Leone e il sistema 118 conoscono benissimo i profili clinici.

Se hanno condiviso questa modalità di soccorso, in accordo con la ASL di Bari, è per motivi scientifici e organizzativi ben precisi:
    •    alleggerire il carico del Perrino dalle emergenze trattabili a Monopoli, anche in vista dell’apertura del nuovo ospedale Monopoli-Fasano;
    •    garantire lo sbarellamento tempestivo per mantenere operative le ambulanze e lo staff a bordo;
    •    superare i confini amministrativi che non hanno senso in un sistema sanitario regionale;
    •    rilanciare il servizio di emergenza-urgenza come rete moderna, funzionale e interconnessa;
    •    valorizzare i punti di primo intervento dei PTA e le centrali operative, per contrastare il sovraffollamento nei Pronto soccorso.
Se il presidente dell’Ordine dei medici si concentrasse su ciò che la sua carica richiede, e lasciasse da parte un certo sindacalismo d’antan, contribuirebbe a far progredire il sistema, invece di ostacolarlo. E magari ogni tanto ricorderebbe anche che i medici italiani sono tra i meno pagati d’Europa, battaglia per la quale non mi risulta di aver letto suoi comunicati né dichiarazioni infuocate.
Su questo continuerò a farmi sentire io. Anche domani, se serve”./comunicato
 

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