Brindisi: i lavoratori dell’indotto Eni proclamano lo stato di agitazione: sciopero dal 7 febbraio
giovedì 6 febbraio 2025

BRINDISI - Coordinamento RSU/RSA intercategoriale -indotto petrolchimico di Brindisi.

Si è tenuta in data odierna ,nel piazzale antistante la porta carraia ENI, l'assemblea dei lavoratori dell'indotto. 

I temi affrontati sono stati gli stessi precedentemente comunicati nella giornata di lunedì 3-2-25. La preoccupazione è tanta e la tensione in fabbrica è altissima. P io ertanto, dopo ampia e animata discussione, l'assemblea dei lavoratori ha deciso di concerto con i propri RSU/RSA di proclamare lo stato di agitazione da venerdì 7/2/2025 con relative 4ore di sciopero per ogni turno di lavoro.

È ora di agire la lotta collettiva: il movimento dei lavoratori, ovvero della classe operaia, ha deciso, senza ulteriori indugi, che è urgente e necessario esprimere una forte mobilitazione! Non si può, purtroppo, non rilevare che nella predetta assemblea si “notavano” alcuni “convitati di pietra”: i sindacalisti assenti che hanno preferito prendere anche fisicamente le distanze dal mondo operaio. Ed è proprio a questi sindacalisti che rivolgiamo,ancora una volta, l'invito a rendersi interpreti di questa istanza collettiva portata avanti dai Lavoratori.

È necessario, quindi, oltre ad essere presenti nel sito produttivo, istituire nello stesso un tavolo unitario intercategoriale che porti al centro della discussione il futuro prossimo di migliaia di lavoratori delle ditte appaltatrici in una vertenza che deve dare risposte “erga omnes” evitando di creare divisioni tra i lavoratori. Perché di questo si tratta: con rammarico dobbiamo constatare che a Brindisi non accade quello che sta avvenendo nel territorio Mantovano, dove i lavoratori diretti (ENI-VERSALIS) sono realmente al fianco dei lavoratori e lavoratrici dell'indotto.

 Prendiamo atto di tale decisione, inspiegabile, corporativa perchè ispirata a principi non solidaristici, che ledono e indeboliscono il fronte unitario del movimento operaio. Tale comportamento non ha precedenti nella storia del movimento dei lavoratori a Brindisi.

 Pertanto, siamo costretti, nostro malgrado, a procedere da soli, nella consapevolezza che potremo guardare i nostri figli negli occhi,con dignità,senza abbassare la testa: i LAVORATORI cosiddetti “indiretti”, da sempre sfruttati, hanno fatto il possibile per garantire un futuro migliore a se stessi ma soprattutto alle proprie famiglie, ai propri figli, ad un territorio che ha fatto della divisione la forza distruttrice delle lobby del potere, che non riesce ad essere unito e solidaristico.

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