Fialm, Capodieci: “più poteri ad RSPP e RSU” per contrastare le morti sul lavoro
martedì 26 marzo 2024

FIALM - Morti a luci spente, che non bisogna lasciare nel dimenticatoio, sono TUTTE LE MORTI BIANCHE, i cui numeri generano rammarico e tristezza: le stime del 2024 riportano oltre 200 vittime nel primo trimestre e oltre 1000 vittime nel 2023, e come organizzazione sindacale, prima di tutto, ci uniamo al cordoglio delle famiglie, al dolore di chi muore per il proprio LAVORO, ma non basta, è fondamentale intervenire, effettuando delle proposte con senso di responsabilità per cercare di fermare questo genocidio, perché SIAMO TUTTI RESPONSABILI di quanto accade, nessuno escluso.

Nessuno si deve sentire escluso a priori, altrimenti non sta svolgendo il suo dovere, in quanto il welfare sociale è uno strumento che appartiene a TUTTI: Governo, Regione, Prefetture, Provincie, Sindaci, consigli comunali provinciale, associazioni datoriali, associazioni sindacali, aziende e lavoratori.

Ora, al netto delle responsabilità, i protocolli sulla sicurezza, le leggi, le norme, le procedure, le formazioni sono sufficienti per mettere fine a questo stillicidio di morti sul lavoro?

A nostro modesto avviso no, dobbiamo potenziare le responsabilità, e come organizzazione sindacale rivolgiamo la nostra principale attenzione sui controlli, pertanto bisogna potenziare le funzioni dei responsabili sulla sicurezza aziendale e dei rappresentanti dei lavoratori.

Nel nostro ordinamento, le RSPP, ossia i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, rappresentano l’occhio tecnico del datore di lavoro per tutte le questioni legate alla sicurezza, e sono figure che hanno una responsabilità relativa, poiché non hanno un potere decisionale, essi potrebbero non aver segnalato una situazione di rischio o una carenza che, invece, avrebbero dovuto segnalare, oppure possono aver suggerito una misura preventiva che, in realtà, ha fatto insorgere un ulteriore rischio non gestito ed a causa di questo si è verificato un infortunio.

L’altra figura, senza responsabilità decisionale, è la RLS, ossia il Rappresentante dei Lavoratori sulla Sicurezza, figura aziendale di informazione e consultazione che non ha potere di intervenire; le sue attribuzioni, infatti, sono principalmente di carattere consultivo e di vigilanza circa il rispetto delle norme da parte del datore di lavoro, ma non di controllo, come il Datore di Lavoro.

Al netto di quanto riportato, si nota che le responsabilità non si possono mai attribuire completamente agli addetti ai lavori, poiché possono partecipare fino ad un certo punto al controllo della sicurezza del lavoro, e ciò deve cambiare. Ci sono enti che potrebbero prevedere, infatti, funzioni maggiori ai lavoratori, con dei regolamenti attuativi e funzionali, gli Enti Bilaterali. Cosa sono gli Enti Bilaterali? Si tratta di un organismo paritetico, ossia un ente territoriale o nazionale, nato su iniziativa di associazioni di datori di lavoro o sindacati, appartenenti allo stesso settore lavorativo. La loro origine deriva dalla contrattazione collettiva, che ne rappresenta la fonte primaria di regolazione e di indirizzo.

La definizione di ente bilaterale è contenuta nel D. lgs 276/2003, relativo all’attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro; la natura dello stesso ente bilaterale è quella di favorire i rapporti tra sindacati e datori di lavoro, e creare condizioni di lavoro migliori per i lavoratori ponendosi quindi come “mediatore” di interessi tra quelli del sindacato e quelli del datore di lavoro, tant’è che l’esistenza dell’ente bilaterale è prevista dal CCNL di categoria e il loro il finanziamento degli enti bilaterali ricade sui datori di lavoro e sui lavoratori stessi, e le aree di intervento sono molteplici: mercato del lavoro e formazione professionale e continua; regolarità contributiva, certificazione dei contratti di lavoro, salute e sicurezza; sostegno al reddito ed assistenza e previdenza integrativa.

Dunque, questi enti finanziati dai datori di lavoro e dai lavoratori, potrebbero dare un supporto maggiore sulla sicurezza, producendo regolamenti più ampi, con responsabilità ben chiare, con indirizzi ben chiari, definendo i ruoli delle figure delle RSPP e dei RLS, finanziandoli economicamente, dotandoli naturalmente delle responsabilità e di ruoli di supporto, cosi da ovviare alle carenze organiche degli ispettori delle ASL sulla sicurezza, o degli ispettori territoriali del lavoro. Il tutto, si tradurrebbe, in un ampliamento di figure che possono vigilare, ma soprattutto intervenire con relativo potere di controllare ed agire su eventuali rischi, evitando incidenti sul lavoro.

La formazione, la consultazione, l’informazione sono sempre importanti per sensibilizzare, ma definire maggiori poteri a chi è in prima linea, dotandoli di responsabilità di controllo e di intervento, permetterebbe di avere un tassello in più per fermare questo sterminio di morti bianche, prima che si perda un controllo totale sulla sicurezza sui posti di lavoro.

 

Claudio Capodieci

Segretario Generale Federazione Autonoma Italiana Lavoratori Metalmeccanici Servizi Terziario

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