Primo trattamento di rivascolarizzazione cerebrale presso la Stroke Unit dell’ospedale “Perrino” di Brindisi”
mercoledì 4 febbraio 2009

E’ stato effettuato con pieno successo ieri, presso la Stroke Unit dell’ospedale “Perrino” di Brindisi”, diretta dal prof. Bruno Passerella, il primo trattamento di rivascolarizzazione cerebrale (trombolisi venosa) nei casi di ictus.

Nel particolare si tratta di un trattamento che ha l’obiettivo di ripristinare il flusso celebrale tramite un’agente fibrinolitico che si chiama Alteplase. Questa sostanza viene somministrata per via endovenosa con lo scopo di dissolvere il trombo o l’embolo che impedisce il flusso ematico nel distretto vascolare cerebrale interessato.

“Questo intervento – ha dichiarato il direttore generale dell’ASL BR Rodolfo Rollo – pone la Stroke Unit dell’ospedale “Perrino”, inaugurata soltanto il 20 dicembre scorso, seconda in Puglia solo a Bari.


Si sta procedendo nella logica di affiancare alle terapie intensive alte specializzazioni che in breve hanno riconfigurato Cardiologia associandola all’Unità Coronarica e l’Emodinamica; Oncologia con Ematologia e le terapie intensive e Neurologia con Neurochirurgia e le terapia intensive. Si sono così creati dei poli di terapia intensiva che possono contare su attrezzature all’avanguardia e professionalità qualificate. Il sistema così non solo cresce per i servizi offerti ma anche per complessità e qualità degli stessi”.


Ieri mattina è giunta presso la Stroke Unit una donna brindisina di 50 anni, colpita da ictus ischemico, che presentava emiparesi sinistra con disturbo della sensibilità, marcata difficoltà nell’articolazione delle parole e uno stato soporoso. Dopo avere espletato tutte le indagini preliminari ed aver escluso controindicazioni al trattamento trombolitico, si è proceduto all’effettuazione dello stesso, a distanza di poco più di 2 ore dall’esordio dell’ictus. Già dopo quindici-venti minuti  dal trattamento lo stato neurologico della paziente è sensibilmente migliorato e tale miglioramento si è ulteriormente protratto nelle ore successive tanto che, questa mattina, i disturbi neurologici sono pressoché quasi del tutto regrediti, permanendo soltanto una lievissima e incostante difficoltà nell’articolare le parole.


E’ importante sottolineare come questo trattamento vada effettuato nel più breve tempo possibile dall’esordio dell’ictus ischemico (nell’attuale protocollo entro al massimo tre ore), pertanto prima si effettua e maggiori sono le possibilità di recupero, a fronte di minori rischi di complicazioni, come ad esempio emorragie o edema celebrale.


Per potere effettuare quindi in maniera ottimale il trattamento di rivascolarizzazione cerebrale a quel limitato numero di pazienti che possono beneficiarne (questa procedura può essere effettuata solo in casi selezionati in quanto vanno escluse numerose condizioni che la controindicano) è pertanto indispensabile la piena collaborazione di molte figure professionali fra cui 118, pronto soccorso, radiologia, laboratorio di analisi proprio per poterlo effettuare nel più breve tempo possibile.

La Stroke Unit, allocata nel reparto di Neurologia, è una terapia  sub-intensiva di degenza in cui ci si occupa dei pazienti con ictus e si avvale della possibilità di effettuare un monitoraggio continuo dei parametri delle funzioni vitali del paziente e del supporto di un team multidisciplinare composto da medici neurologi, infermieri specializzati, tecnici della riabilitazione e del linguaggio che insieme possono garantire un’assistenza qualificata e puntuale.


Brindisi, 04/02/08



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