Femminicidi: “Perché non e' stato realizzato niente di concreto fino ad adesso? "
lunedì 20 novembre 2023

Per"Uomini in cammino Brindisi" Gino Stasi scrive una nota sul caso di Giulia Cecchettin, vittima di femminicidio.

Dal primo gennaio 2023 ad oggi sono stati registrati 200 omicidi, con 65 vittime donne, di cui 62 uccise in ambito familiare o affettivo. Di queste, 45 hanno trovato la morte per mano del partner i dell'ex. È quanto emerge report dal Viminale.

Quando ancora non siamo giunti alla fine del 2023, il numero di femminicidi rilevati in Italia, da parte dI ex mariti ex compagni o familiari, ha già raggiunto oltre 195 donne. In aumento rispetto ai 12 mesi precedenti.

Questi sono numeri elevatissimi e l'interessamento della politica e' quasi nullo, nei proclami preelettorali che si ascoltano non c'è nessuna proposta che possa almeno arginare questo drammatico fenomeno delinquenziale e dare supporto alle vittime di stalking: molte delle donne uccise avevano già denunciato, anche ripetutamente, quelli che poi sono divenuti i loro assassini. Perché queste donne non hanno ricevuto un’adeguata protezione? Perché non e' stato realizzato niente di concreto fino ad adesso?

La Distrazione di massa sulla politica economica sbagliata e i tantissimi tagli nei settori sociali non devono far dimenticare questa piaga lacerante e spietata della nostra società.
Noi come Gruppo di Uomini in Cammino di Brindisi insieme ai tanti gruppi di autocoscienza maschile diffusi in Italia, vogliamo essere soggetti attivi per un cambiamento della cultura maschilista e sessista radicata nel nostro paese.

Accanto alla protezione delle vittime vorremmo che crescesse la consapevolezza negli uomini che il modo di vedere il rapporto tra i sessi a cui siamo stati educati deve essere modificato e questo può avvenire anche con un confronto aperto tra uomini.
E’ necessario che gli uomini sperimentino che è possibile una maschilità diversa, nonviolenta, aperta all’incontro, non possessiva, rispettosa del consenso altrui.

La situazione continua ad essere molto grave come Il femminicidio di oggi di Giulia dimostra, é necessario proporre progetti strutturati nei nostri territori come degli osservatori permanenti con compiti educativi che promuovano una discussione profonda sulla maschilità tossica, negativa, ancora troppo diffusa come tanti esempi quotidiani che non giungono agli onori della cronaca purtroppo.

Condoglianze alla famiglia di Giulia

PER UOMINI IN CAMMINO BRINDISI
Gino Stasi

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