Brindisi, Edison: le associazioni scrivono ad Emiliano ed ai Vigili dei Fuoco chiedendo di non rilasciare il “NOF”
mercoledì 8 novembre 2023

Il terminal di stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) gestito dalla società Edison nel porto di Brindisi è al centro di una lettera aperta indirizzata a Michele Emiliano, Presidente della Giunta regionale della Puglia, e a Giampietro Boscaino, Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco. La lettera è stata redatta da un consorzio di associazioni, tra cui Legambiente, Italia Nostra, WWF, No al Carbone, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, ANPI, Puliamo il Mare e I Remuri.

Riportiamo qui la lettera inviata:

 
Venerdì 27 ottobre il Consiglio comunale di Brindisi ha approvato all’unanimità una mozione con la quale CHIEDE:
• Al Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il riesame dell’autorizzazione interministeriale n. 17487 del 22/08/2022, “alla luce delle criticità emerse”
• Alla Regione Puglia, “previa adozione dei provvedimenti intermedi necessari” il riesame della delibera di Giunta Regionale n. 859 del 15/06/2022, con la quale ha rilasciato l’intesa Stato-Regione relativa al deposito GNL Edison.


Il Presidente della Giunta Regionale pugliese, come riportato da organi di informazione, ha dichiarato: “Valuteremo giuridicamente se sia possibile revocare un’intesa col Governo”.
Le sottoscritte Associazioni, hanno accolto con soddisfazione la parte descrittiva e quella dispositiva della mozione sopra citata anche perché accoglie le richieste associative e l’individuazione delle criticità ben rappresentate in interventi di consiglieri comunali nel corso del dibattito.
Ricordiamo che, i fatti di queste ultime settimane, soprattutto le gravi criticità evidenziate nell’esame del progetto del deposito costiero, non possono consentire atteggiamenti pilateschi a livello istituzionale, provando a lasciare al Comitato Tecnico regionale il compito di assumere la decisione in merito al rilascio del Nullaosta di Fattibilità.


Le decisioni relative al progetto di deposito costiero comportano responsabilità precise istituzionali ed anche individuali, ma comportano anche responsabilità dirette, collettive e individuali del Comitato Tecnico Regionale.
Infatti, non è possibile pensare di chiudere l’esame del progetto, soprattutto per quel che riguarda gli aspetti inerenti l’impatto ambientale e la sicurezza, con l’emissione di prescrizioni che per nulla assolvono gli autori dell’atto emesso rispetto alle rispettive responsabilità.
Si pensi, ad esempio, alla paradossale scelta di prescrivere che si ricorra ad un piano di sicurezza in merito all’evidente incompatibilità fra l’impianto e i tre binari e il tronchino esistenti nello scalo intermodale soltanto qualora la linea ferroviaria venga attivata e, a quanto sembra, addirittura attribuendo la responsabilità del piano di sicurezza a Rete Ferroviaria Italiana e al titolare dello scalo intermodale.
La società Edison ha presentato un progetto che prevede una capacità di stoccaggio appena inferiore ai 20.000 m³ che impongono la Valutazione di Impatto Ambientale, mentre a Napoli ha presentato un progetto per una capacità di 20.000 m³ e ha accettato la VIA che è risultata negativa. Il giudizio di compatibilità ambientale negativo per il progetto a Napoli e l’istanza rigettata dal Ministero, contengono elementi assolutamente simili a quanto riferito al progetto per Brindisi.


In un’area SIN vanno ridotti gli impatti ambientali e non possono essere inseriti impianti che li aumentano e per di più a Brindisi, il decreto del Presidente della Repubblica dell’agosto 1998, che ha approvato il piano di risanamento per l’area ad elevato rischio di crisi ambientale, ha disposto la chiusura dell’impianto di Agip covengas a ridosso del porto.
Le aree previste nei due progetti per Napoli e Brindisi avevano in comune nel piano regolatore del porto una diversa destinazione e, quindi, non era possibile automaticamente prevedere l’istallazione di questi impianti.
La movimentazione di gasiere e le attività di scarico e carico nel porto, comportano gravi effetti indiretti interdittivi sulle altre attività e la violazione di precise norme del codice della navigazione.


L’impossibilità di garantire misure e distanze di sicurezza rispetto alla linea ferroviaria stanno comportando palleggiamenti di responsabilità fra istituzioni, anche perché rappresentano un gravissimo rischio di incidente rilevante. Tanto più se si desse corso alla realizzazione al di sotto della linea ferroviaria di un gasdotto per far pervenire il GNL all’impianto di stoccaggio. Sottrarsi alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale comporta anche il sottrarsi alla rigorosa applicazione della direttiva Seveso e delle norme italiane conseguenti per quel che riguarda gli effetti diretti, indiretti e cumulativi delle attività dell’impianto, in un territorio che ha già 11 impianti ad alto rischio di incidente rilevante.
Edison ha presentato un progetto per un deposito costiero di GNL nel territorio di Oristano, e in una revisione dell’istanza ha prospettato un aumento della capacità di stoccaggio da 10.000 m3 ai 19.5000 m3 autorizzati a Brindisi. La Regione Sardegna, dopo l’esame del proprio Comitato Tecnico Regionale, ha evidenziato che essendo prevista nel progetto la rigassificazione di GNL e l’immissione in rete, non ricorrono più i criteri valutativi disposti dall’allegato 8 del D.lgs. 152/2006, ma quanto disposto dall’allegato 1 con obbligo di verifica di assoggettabilità a VIA.
In considerazione delle richieste contenute nella mozione del consiglio comunale di Brindisi e delle gravi criticità evidenziate anche in questa breve descrizione, si CHIEDE:
Al Presidente della Giunta Regionale pugliese di far sospendere immediatamente l’esame del progetto del deposito costiero Edison da parte del Comitato Tecnico Regionale, anche affinché non si ripeta il ricorso a prescrizioni generiche non condivisibili e discutibili come nel caso del riferimento all’effetto interdittivo del deposito costiero sulla preesistente rete ferroviaria, sui tre binari presenti in banchina e sul tronchino dello scalo intermodale che si definisce inattivo rimandando a momenti successivi, rispetto all’autorizzazione del deposito costiero un improbabile e sostanzialmente inefficace esame della compatibilità ambientale e di un piano di sicurezza.
Al Presidente della Giunta Regionale pugliese si CHIEDE, come riportato nella mozione sopra citata, l’adozione dei provvedimenti intermedi necessari, nell’ambito del riesame che possa portare alla revoca dell’intesa con il Governo citata dal Dott. Emiliano.


Le sottoscritte Associazioni, CHIEDONO altresì al direttore regionale del Comando pugliese dei Vigili del Fuoco, di sospendere immediatamente la procedura per il rilascio del Nullaosta di Fattibilità, in presenza della richiesta di riesame formulata all’unanimità dal consiglio comunale di Brindisi e delle gravi criticità procedurali e tecniche in parte sopra descritte.


Le sottoscritte Associazioni si riservano di documentare e puntualizzare le proprie considerazioni tecniche e giuridiche, al fine di evitare che possano prodursi ed essere portati a conseguenze ulteriori danni ambientali, sanitari, economici e contabili oggi riscontrabili.

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