Pista ciclabile, Rossi: “Per l’eventuale rimozione il danno erariale lo pagherebbero gli amministratori”
lunedì 16 ottobre 2023

BRINDISI – A seguito delle crescenti proteste dei cittadini per gli inconvenienti causati dalla costruzione della pista ciclabile in viale Aldo Moro, la maggioranza, dopo aver annullato il contratto con l'appaltatore, sta inclinando verso l'abbandono totale del progetto. La precedente amministrazione è ora sotto accusa per aver pianificato l'implementazione dell'opera su strade ad elevato traffico veicolare, già di per sé anguste.

L’ex sindaco Riccardo Rossi controbatte, queste le sue parole: «Abbiamo messo insieme, attraverso più finanziamenti, percorsi ciclabili che possano unire quartieri periferici con il Centro. In questo momento i lavori sono in itinere, quindi è normale che se guardiamo singolarmente le opere realizzate alla Torretta o in viale Aldo Moro, si è legittimati a pensare che eravamo impazziti.

Il bando a cui abbiamo partecipato prevedeva la realizzazione di una sede protetta, pertanto il cordolo era obbligatorio realizzarlo.

Viale Aldo Moro è sempre stata a senso unico e non c’è mai stata la linea tratteggiata mezzana su buona parte di quella strada. A mio avviso, in alcuni punti i disagi possono essere alleggeriti eliminando qualche stallo per il parcheggio in prossimità del punto dove sostano gli autobus. Purtroppo i problemi nascono perché ci sono automobilisti indisciplinati che parcheggiano male e impediscono il regolare passaggio dei mezzi». Quella del restringimento della carreggiata, tra l’altro, è la soluzione verso cui si stanno indirizzando le città del Nord Europa per obbligare i mezzi  ad andare a 30 chilometri all’ora. Il problema del passaggio dell’ambulanza riguarda tante strade cittadine. Si può anche pensare di restringere un po’ il marciapiede»

Inoltre è difficile che qualche tecnico possa sostenere che per motivi di sicurezza si debba abbandonare il progetto.

Con la rimozione della pista ciclabile già realizzata si potrebbe configurare un danno erariale che sarebbe chiamato a pagare non il Comune bensì chi si renderà protagonista della delibera di giunta con la quale si darà questo indirizzo. La stessa cosa potrebbe avvenire a breve con l’ex delegazione del Casale, sulla quale stanno facendo finta di niente. I lavori sono terminati».

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