Terremoto LyondellBasell: il Pd presenta interrogazione parlamentare
venerdì 8 settembre 2023

Mercoledì 6 settembre, presso la Camera dei Deputati, è stata presentata un'interrogazione parlamentare firmata dall'On. Claudio Stefanazzi. Questa interrogazione chiede l'intervento dei Ministri delle Imprese e del Made in Italy, nonché del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al fine di ottenere informazioni sulle azioni previste in risposta alla decisione della società LyondellBasell di dismettere una parte dell'attuale impianto di produzione situato a Brindisi.

La richiesta di chiarimenti da parte del deputato Stefanazzi riflette la preoccupazione riguardo all'impatto che questa decisione potrebbe avere sull'occupazione e sull'economia locale. Questa iniziativa parlamentare cerca di ottenere dettagli sulle misure e sulle strategie che il governo intende adottare per affrontare questa situazione, garantendo al contempo la tutela degli interessi economici e sociali della regione di Brindisi e dei suoi cittadini.

 

Questo il testo dell’interrogazione depositata dall’On. Claudio Michele Stefanazzi.

Al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali.

Per sapere – premesso che:

 

il complesso petrolchimico LyondellBasell di Brindisi produce resine di polipropilene utilizzando due impianti produttivi: uno basato sulla tecnologia Spheripol ed uno sulla tecnologia Spherizone;

I prodotti dell'impianto Spheripol sono utilizzati principalmente per applicazioni nel settore dell'imballaggio (film BOPP) e nel settore tessile, mentre la linea Spherizone produce resine impiegate nella produzione di tubazioni, materiali per l'edilizia, prodotti per l'auto e per la casa;

il 5 settembre scorso LyondellBasell ha comunicato la decisione di chiudere uno dei due impianti, denominato P9T;

l’azienda ha motivato tale scelta in una nota pubblica, in cui si legge che ““dopo un’approfondita analisi, riteniamo che la chiusura di questa unità sia la soluzione più sostenibile dal punto di vista strategico e finanziario”, poiché si tratta del “primo impianto del suo genere costruito a livello mondiale ed è purtroppo diventato non competitivo. Il mercato di riferimento per i prodotti realizzati dall’impianto di Brindisi è sempre più difficile, con una prospettiva di miglioramento molto limitata”;

nell’opinione dell’interrogante, la genericità delle giustificazioni fornite sembrano fungere da facile pretesto per un chiaro disimpegno dell’azienda per sottrarsi al necessario percorso di transizione che lo stabilimento deve affrontare;

la città di Brindisi, come poche altre città italiane, ha offerto un contributo enorme in ambito petrolchimico e di produzione energetica negli scorsi decenni, pagandone talvolta un prezzo molto alto e anche per questo merita di vedere valorizzate le professionalità di alto livello esistenti e, soprattutto, di essere accompagnata in un processo di transizione verso la piena sostenibilità;

per di più, malgrado nella stessa nota l’azienda si dica pronta a “condividere con i sindacati e con le parti sociali soluzioni che possano sostenere [i 47 lavoratori coinvolti] nel miglior modo possibile durante questa transizione”, le modalità e la celerità dei tempi con cui la notizia è stata trasmessa suscita sconcerto e perplessità, visto che la nota è stata pubblicata in contemporanea all’assemblea generale aziendale dei lavoratori alla presenza dell’Amministratore Delegato;

inoltre, non si può escludere il rischio che tale disimpegno possa riverberarsi su altre aziende legale al ciclo produttivo degli impianti brindisini di LyondellBasell, mettendo a repentaglio migliaia di posti di lavoro, oltre ai 150 complessivi dell’azienda stessa;

infine, la chiusura di LyondellBasell a Brindisi si tradurrebbe nell’ennesimo colpo a una filiera ad alto valore strategico come quella della chimica. -:

se e quali iniziative intendano intraprendere per scongiurare il rischio di chiusura dell’impianto P9T di Brindisi e tutelare di conseguenza le professionalità coinvolte;

se e quali iniziative intendano intraprendere in tema di politiche industriali per salvaguardare settori strategici per gli interessi economici nazionali come quello chimico.

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