Francesco, Dolores e i dieci punti. - di Pino De Luca -
lunedì 12 gennaio 2009

Nel paesino che mi ospita, l’8 gennaio scorso, c’è stato un evento storico: la presentazione di un libro. Francesco e Dolores, due bravi studiosi che in questo mondo di gerontocrati si continuano a chiamare ragazzi, hanno messo su un lavoro di ricerca ristretto nel campo ma pregevole di fattura.


Le Masserie di San Donaci nell’Alto Salento. Ho avuto il piacere di conoscere Francesco e Dolores diversi anni or sono e di apprezzarne competenza e dimensione culturale. Erano ragazzi allora e già ci imbarcavamo in ipotesi di lavoro assai ardite. Non farò quindi la recensione del loro lavoro e tantomeno racconterovvi la loro storia. Sarebbero troppo apologetiche. Invece mi piace raccontare le sensazioni che ho provato nella presentazione affollata di ospiti e, in qualche momento, anche di pubblico. I personaggi coinvolti sono stati tanti, di vario spessore intellettuale, di vario potere politico. Ne cito due perché mi hanno particolarmente colpito: il Prof. Alberto SIGNORE, un omone baffuto che ama raccogliere fossili ed è presidente di una associazione che difende i Menhir.


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Un signore, nei modi e nella voce, tanto somigliante a Obelix. Me lo ricordo per due cose: ha “riportato a casa“ dei fossili donandoli al plesso scolastico di San Donaci e raccontandone la storia, ha chiesto alla platea che si ricordasse, con qualche secondo di silenzio, la figura di Peppino Basile, consigliere comunale di Ugento ucciso a coltellate in una notte di giugno 2008 e della cui morte si fa di tutto per evitare di parlarne. La seconda persona che mi ha colpito è stata l’assessore regionale Angela BARBANENTE.


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Arrivata in ritardo, come tutte le persone importanti, è giunta da sola, senza codazzi e con grande lievità. Ha ascoltato con attenzione e, quando è intervenuta, ha fatto una splendida lezione di urbanistica e di filosofia dell’agire umano nella interazione con l’ambiente. Splendida la performance sulla necessità di usare il territorio con cognizione di causa anche e soprattutto per la produzione di energie alternative. Davvero eccellente, peccato che le azioni che vengono compiute, forse a sua insaputa, vanno spesso in senso contrario. Infatti qualche minuto prima il sindaco, il caro Domenico SERIO, annunciava che avevano appena autorizzato 30 megawatt di pannelli fotovoltaici su terreno agricolo. Mah!!!.


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Per il resto nulla da segnalare se non i dieci punti di Francesco. Già. Perché il libro non racconta solo una storia passata ma tenta anche di tracciare un percorso futuro. I dieci punti, dai sentieri turistici al museo del gusto, sono esplicitati e ben documentati, alcuni dei quali a me sembrano discutibili per l’eccessiva ristrettezza di visuale, temo che la difesa dell’identità sfoci nell’identitarismo e abbracci troppo una visione autarchica della vita nella quale sarebbe assai difficile dispiegare i ruoli sociali.


Ma comunque sono dieci punti di riflessione sui quali, spero, inizi presto una discussione aperta magari in quella Consulta della cultura che Antonella VINCENTI, vice-sindaco, ha promesso sarà fatta. In altro caso quella serata rischia di diventare un evento che arricchisce il curriculo di Francesco e Dolores ma lì si ferma.


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E tutti torneremo alla visione del territorio come una “mappa bianca sulla quale metterci le cose e le case” come ha, felicemente, etichettato l’urbanistica speculativa l’Assessore Barbanente, da tutti calorosamente applaudita. Ma proprio da tutti, anche da quelli che hanno la seconda casa costruita sulla spiaggia.
Di queste evoluzioni, se ci saranno, mi proverò a informarvi.


Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)