Il senso del polisenso. -di Pino De Luca-
sabato 20 dicembre 2008

Non è mio costume raccontarmi, soffro moltissimo nel dover ricorrere all’inelegante “lo avevo detto”. E però ci sono circostanze nelle quali non è possibile tacere, tanto grande è il turbinio di emozioni che vengono ad accavallarsi. Il fatto è che a me piace leggere e scrivere, come molti dei miei affezionati lettori sanno. In questi ultimi tempi ho curato anche un libro, un libro per poche persone. Non sono molti a conoscere e ad interessarsi della letteratura degli inizi del XVI-esimo secolo e di Baldasar Castiglione. Per mostrare la mia opera ho pensato di trascorrere una serata in compagnia di alcuni amici.


In un modo inusuale ed in un luogo inusuale per la presentazione di un libro. In cantina da Botrugno nel pomeriggio di Santa Lucia. E dunque la compagnia si è riunita, una compagnia fatta da tante compagnie. Compagnie alle quali ho il grande privilegio di appartenere. Per rammentarle tutte ho dato loro dei nomi. I “morti di fame”, i “mangiastorie”, i “compagni”, i “somewhere & forever”, i “saggi”, la compagnia della “ghigliottina incastrata”, gli “irrinuncianti” e, infine, la compagnia delle “opere”.


Tutte compagnie vere che contribuiscono a rendere la vita più serena e più degna di essere vissuta. I mangiastorie, in una calda serata di agosto, inventarono l’esperienza “polisensoriale” e da li è nata l’idea della presentazione del libro in cantina. La cronaca è semplice: la proiezione di un documentario del 1962 (La Taranta di Gian Franco Mingozzi), il ringraziamento a tutti per essere venuti, il racconto di Sergio Botrugno sul vino che si abbina al libro e il racconto di Ciro Bernardi sul cioccolato che produce e che ha deciso di fondere in questo connubio di grande complessità.


””




Il Libro del Cortegiano, il Botrus e il Grenada 60% camminano insieme, insieme si tengono e si fanno compagnia. Li ho immaginati così, grazie a Sergio e Ciro quell’idea ora è reale e concreta. Il Libro del Cortegiano è scritto nella lingua degli inizi del 1500, un dialogo nella Corte di Guidubaldo da Montefeltro tra intellettuali del tempo che discorrono con “Grazia e Bon Judicio”, pensate, di come dovrebbe essere la “classe dirigente” di quel tempo (e non solo...).


È un libro che richiede attenzione nella lettura. Attenzione e riflessione. E quando ci  fermiamo a riflettere non possiamo non prendere una tavoletta di Grenada, portarla alla bocca, uno, due, tre, quattro crack in rapida successione, equidistribuire il “cibo degli dei” nel cavo orale evitando la masticazione. Lasciarla lì, a sciogliersi nel tepore dolce come solo il calore umano sa essere. E gli aromi salgono al naso, i sapori avvolgono la lingua e il palato, è il momento del bacio sensuale ad un bicchierino di Botrus le cui fragranze si fondono piacevolmente con quelle del cioccolato. Il gusto del Botrus esalta quello del cioccolato e viceversa, si abbracciano sensualmente donandoci sensazioni meravigliose che rilassano e aumentano la capacità di “sentire” anche quello che stiamo leggendo. Questo è, per me, il “polisenso”.


Non so bene come si possa ad avere la possibilità di partecipare a questo tourbillon del piacere colto, ma mi sembra un crimine impedire che chi ne ha voglia possa goderne. Ci stiamo organizzando per dare il piacere di godere di questa esperienza a chi ne avrà desiderio, sarà una esperienza per pochi, le eccellenze purtroppo sono prodighe in qualità e avare in quantità e pur annoverando molti estimatori, solo pochi possono accaparrarsele.


A breve, brevissimo termine, organizzeremo un incontro per chi volesse provare il polisenso. Vi tengo informati. Magari organizzate una “compagnia”, il polisenso viene molto meglio.


Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)