Brindisi: festival "Verdi in Jazz", sabato la prima con Trane e Rongioletti al nuovo teatro Verdi
mercoledì 2 novembre 2022
 BRINDISI - Un concerto nel foyer del Nuovo Teatro Verdi. Il primo appuntamento del festival “Verdi in Jazz” - in programma sabato 5 novembre alle ore 19 - vede protagonisti Angelo Traneal sax, Andrea Rongioletti alle tastiere, Alfredo Bochicchio alla chitarra e Alessandro Monteduro alle percussioni, in “Big City Block”, una fusione di energia tra un calice di vino e una rotta sonora ispirata al Jazz, al soul e al funk che valorizza la creatività e la personalità degli artisti in scena.



Il festival è organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese e dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi - con il sostegno del main sponsor Enel -e partecipa all’offerta del politeama brindisino per la stagione 2022-23, un viaggio trasversale nel carattere multidisciplinare del teatro. Il primo concerto di “Verdi in Jazz” sarà anche un incontro tra la musica e il vino offerto al pubblico da Cantine Risveglio. 

Quello tra vino e musica Jazzè un connubio che ha una lunga storia alle spalle in diversi territori italiani, e il festival del Verdi lo riqualifica curvando i concerti in un’atmosfera lounge pensata nel foyer di grande suggestione ed emozionalità.

Esiste una copiosa iconografia tutta in bianco e nero che evoca il Jazz del secolo scorso immortalandone i protagonisti con un bicchiere in mano dentro fumosi club newyorkesi saturi di umidità alcoliche.

Due mondi apparentemente distanti che tuttavia hanno spesso incrociato le loro orbite inseguendo lo stesso percorso storico e creativo: mondi universali difficili da collocare perché parlano una lingua senza geografie, come quella del gusto e del suono.

Verdi in Jazz” vuole per questo regalare il piacere dell’incontro tra swing e armonia, un po’ come quello tra culture diverse che in terra d’America ha generato uno stile musicale tutto nuovo per poi diffondersi capillarmente e diventare in pochi decenni il baricentro dell’interesse e della creatività in Europa.

«Il Jazz è l’aria che respiro, è la vita - ha detto Angelo Trane -,è tutto ciò che gira attorno, è una vera dichiarazione di libertà, collettiva e individuale:nel Jazz ci sono tutte le virtù che dovrebbero informare la nostra società, come l’ascolto, l’immaginazione, l’esplorazione, la disposizione al bene comune.

Al Verdi faremo ascoltare il lavoro discografico che ho condiviso con Andrea Rongioletti durante l’ultimo lockdown. È un inno all’amore, tanto che il titolo di ogni traccia conteneva inizialmente la parola “love”, poi abbiamo cambiato per dare una veste diversa ai brani.

Nel periodo più buio della pandemia abbiamo voluto mettere al centro l’amore in quanto forza attrattiva e unitiva che ci ha molto aiutato nella composizione. Io sono di Brindisi ma vivo a Roma da anni. Esibirmi al Verdi non sarà soltanto una grande emozione, ne sento forte la responsabilità».