Vittorio Zizza sulla riattivazione della centrale a carbone di Cerano a Brindisi.
lunedì 12 settembre 2022
Tutta l’Europa punta sulla decarbonizzazione a livello globale ma a Brindisi si torna al passato. La politica fallimentare della sinistra brindisina, di Emiliano e dei signor no ci ha portato a questa condizione. Nonostante la rivoluzione verde e la transizione ecologica siano il pilastro anche del progetto della Next Generetion Eu, la Centrale di Cerano produrrà a pieno regime fino alla fine del 2023, con l'attivazione di tutti i centri produttivi a carbone. Il processo di ambientalizzazione così tanto decantato per finta dal governatore Emiliano, a Brindisi non è mai avvenuto e rischia di bloccarsi definitivamente aggravando i rischi ambientali di un territorio che sta già pagando un prezzo molto alto sotto il profilo di salute pubblica. In attesa del piano di Enel sullo sviluppo di energie rinnovabili, decarbonizzazione degli impianti entro il 2025, ancora oggi la situazione dei lavoratori dell’impianto brindisino rimane un problema da affrontare.

Come Vice Presidente della Commissione Ambiente del Senato prima e come gruppo Lega oggi, abbiamo già richiesto un affare assegnato per far sì che sul tavolo del Governo e del Ministero della transizione Ecologica si parli della Centrale brindisina non solo sotto il punto di vista di riconversione degli impianti e bonifica ambientale ma anche sotto il profilo occupazionale. Il governo che verrà dovrà farsi carico, e questo sarà un nostro impegno, dei lavoratori, sia interni che esterni, della centrale, affinchè non vengano considerati lavoratori di serie b e a loro vengano garantiti e riconosciuti gli stessi diritti lavorativi e pensionistici, per garantire loro lo stesso futuro. Il nostro impegno sarà quello di tutelare anche i lavoratori dell’indotto estendendo loro la possibilità di usufruire della isopensione art. 4. a carico dello stato affinché le disparità di trattamento fra i lavoratori diretti dell’Enel e quelli indiretti dell’appalto vengano azzerate.

Dobbiamo agire adesso e rapidamente perchè le ripercussioni sul mercato energetico con il rincaro del gas e delle bollette elettriche dovuti anche alla guerra in Ucraina, non ci permettono più di rimandare un problema così delicato che colpisce non solo i lavoratori della centrale ma anche il futuro delle loro famiglie e dei cittadini della provincia brindisina.

Noi saremo sempre in prima linea nella difesa di Brindisi e dei brindisini.