Confartigianato protesta. Ma che Tarsu paghiamo?
sabato 26 gennaio 2008

Brindisi, 26 gennaio 2008. In tanti si stanno rivolgendo a Confartigianato per esternare la propria protesta nei confronti del sistema di riscossione dei tributi. Le lamentele provengono da tutte le categorie: dai laboratori artigianali alle autorimesse, dai commercianti alle officine meccaniche.  Tanti i cittadini che in queste settimane si stanno vedendo recapitare presso i propri domicili o aziende gli avvisi di accertamento della TARSU inviati dalla Gestor.


“Lo sconforto e il disappunto è generale – afferma il presidente provinciale di Confartigianato, Antonio Ignone. Ognuno ha una propria motivazione, ma i casi sono proprio tanti e la nostra Associazione sta ricevendo i mandati per attivare un’azione di rappresentanza collettiva. Ioltre invieremo subito all’assessore comunale al ramo una richiesta urgente d’incontro.


Bisogna ammettere che l’assessore Antonio D’Autilia aveva raccolto l’anno scorso le ragioni espresse da una delegazione di Confartigianato guidata dal direttore provinciale Antonio Solidoro. Oggi però il problema si ripresenta più grave di prima.


I problemi che Confartigianato vuole discutere con l’ufficio preposto sono chiari ed essenziali: prima di tutto la ridefinizione delle tariffe che risultano, purtroppo, tra le più care ed alte d’Italia! Confartigianato chiede l’attivazione di una procedura chiara che possa individuare la reale superficie aziendale utilizzata ed assoggettare solo a quella definita metratura il costo del rifiuto da assimilare al solido urbano.


Un altro aspetto è evidenziato dal direttore di Confartigianato Antonio Solidoro: “Vorremmo una nuova valutazione su tutte le pendenze del precedente quadriennio in quanto gli accertamenti e/o cartelle che stanno pervenendo alle aziende rischiano di creare gravi problemi finanziari in un periodo in cui la forte crisi, la pressione fiscale stanno incidendo notevolmente sulle nostre imprese.


Questa situazione ha un paradosso, le aziende in difetto con questi tributi si vedranno recapitare a breve un pignoramento da una società voluta dallo Stato, la “Equital”, che andrà a pignorare i beni immobili e mobili delle aziende e degli imprenditori.


Questi ultimi, pur di non perdere le proprietà acquisite con sacrifici ed anni di lavoro, saranno costretti a rivolgersi alle banche dove invece di trovare conforto riceveranno solo ordini di rientro immediato da fidi o altro,  aggravando ancor di più le posizioni finanziarie. A questo punto ci chiediamo:  dove dovranno andare a prendere i soldi gli artigiani per  saldare questi debiti?”


Ignone auspica che il sistema non li spinga nella direzione degli usurai altrimenti sarebbero vani tutti gli sforzi fatti fino ad ora dalle Associazioni di categoria e dalle Associazioni  di antiusura coordinate e sostenute dalla vigile attenzione del Prefetto.


Il presidente provinciale
       
   Antonio Ignone