DL Bollette, Vianello (Alt): é una truffa agli italiani, “Hub del gas" l’origine di tutti i mali
mercoledì 13 aprile 2022
“Il Governo Draghi con il dl bollette condanna l’Italia ad essere per i prossimi decenni un “hub del gas” con costi altissimi per cittadini e imprese. Nessun intervento strutturale è stato previsto per i cittadini, solo interventi spot ma la sostanza prevede misure a favore dei combustibili fossili" è il commento del deputato di Alternativa Giovanni Vianello in dichiarazione di voto al “decreto bollette” alla Camera che segue specificando le ragioni del voto contrario "l'origine di tutti i problemi attuali è da riferirsi a circa 10 anni fa quando le scelte politiche di allora hanno portato l'Italia a legarsi in maniera così pesante al gas, condizionando lo sviluppo industriale e produttivo del Paese a questa fonte fossile. Oggi paghiamo quelle scelte e nonostante ciò il governo Draghi e la maggioranza dei partiti continuano a perseguire su questa strada che inevitabilmente ci creerà in futuro gli stessi problemi."

Per quanto riguarda il decreto continua: " Le criticità sono molteplici tra un incremento dei Sussidi Ambientalmente Dannosi, addirittura con incentivi tramite credito d'imposta anche alle multinazionali del petrolio, gas e delle armi a cui abbiamo proposto un emendamento (bocciato) che prevedeva l'esclusione di queste categorie.

Viene ridicolizzata la riqualificazione energetica delle imprese e ignorata quelle delle abitazioni dove anzi si continua a inserire ostacoli al bonus 110%. Viene poi aumentata la quantità di idrocarburi da estrarre con nuove trivelle senza che questo possa abbassare il costo delle bollette poiché il costo del gas sui mercati dipende dall’indice TTF e non dall’offerta, nonostante ciò viene addirittura assicurato alle multinazionali profitti garantiti fino a 10 anni.

Si prevede poi un azzeramento dei costi per gli importatori di gas, sempre per far diventare l’Italia “hub del gas”, che sono gli stessi che si sono arricchiti in questi mesi a spese dei cittadini. Viene inoltre azzerata la tutela del paesaggio con la narrazione delle sovrintendenze individuate come il nemico delle fonti rinnovabili quando in realtà sono gli incentivi a determinare lo sviluppo della fer e soprattutto il miglioramento della rete di trasmissione elettrica, onde evitare congestioni della rete che già oggi sono imponenti, ma su questo il Governo gira la testa dall’altra parte.

Ma non finisce qui perché il Governo e il parlamento sottraggono risorse alla mobilità sostenibile per destinare alle raffinerie, e coerentemente con questa visione fossile ed obsoleta, gli incentivi per lo sviluppo della mobilità elettrica sono dimezzati e avvantaggiati acquisti delle auto che bruciano fonti fossili.

C’è poi un grosso pericolo che viene ignorato, il decreto permette l’aumento della capacità di stoccaggio di gas nei giacimenti esauriti senza un monitoraggio sismico: diversi studi hanno dimostrato il possibile rischio di terremoti indotti da queste procedure. Non contenti hanno approvato un emendamento che torna nuovamente a favorire l’incenerimento dei rifiuti nei cementifici derogando vergognosamente i limiti quantitativi giornalieri.

Un disastro per l'ambiente ma soprattutto per il futuro produttivo del Paese, misure che vanno nella direzione opposta della vera transizione energetica e che non possono essere giustificate dal periodo critico che stiamo vivendo".

"Unica nota positiva - conclude Vianello - é l'approvazione da parte dell'aula di un mio odg che impegna il Governo a farsi promotore in ambito internazionale affinchè il costo del gas non sia più soggetto al TTF (borsa virtuale soggetta a speculazioni) ma rivenduto a cittadini e imprese si basi sull’effettivo costo di acquisto da parte degli operatori e intermediari, evitando quindi extraprofitti sulle tasche di cittadini e imprese, su questo impegno, difficile da realizzare, metteremo il fiato