Confimpreseitalia Brindisi sta con Confindustria.
giovedì 24 febbraio 2022
Piaccia o non piaccia al sindaco di Brindisi, le aziende investono dove sanno di trovare delle certezze, e su Brindisi le certezze, al momento, sono quelle di ritrovarsi sollevato un problema per ogni soluzione. Dopo anni di picconate al cuore industriale della città, cosa ci si aspettava di diverso rispetto a quello che sta accadendo? Quanto dichiarato coraggiosamente e molto garbatamente dal presidente di Confindustria Brindisi, Gabriele Menotti Lippolis, corrisponde al sentimento del mondo produttivo, è inutile che ci si scandalizzi. I tempi delle aziende sono regolati dal mercato mondiale: l'atteggiamento della pubblica amministrazione non può essere quello di dire dei "ni" guadagnando tempo. Non può pertanto rappresentare un caso che una certa tipologia di investimenti non si affaccino più su Brindisi. Anche perché la Regione dirotta e cofinanzia tutti i nuovi investimenti su Bari e Taranto. 

Ecco, non ci sembra che il Comune abbia posto la giusta attenzione verso il tema della reindustrializzazione, se non adesso, ad un anno dalle elezioni, attraverso vacui piagnistei e slogan. Eppure c'era chi, come l'Autorità portuale e Confindustria, aveva lanciato l'allarme da tempo, contestualmente lavorando per creare occasioni di sviluppo ulteriori. Si è preferito giocare a distruggere il lavoro degli altri, a fare gli ambientalisti duri e puri, e adesso non si sa a quale santo rivolgersi. 

Questo non è governare, questo non è un modo responsabile di gestire una città a vocazione industriale. Una città senza un comparto industriale trainante perde di competitività, offrirà sempre meno servizi e ciò comporterà ripercussioni anche sul terziario. Ci sarà meno lavoro per le banche, per le aziende dell'indotto, meno movimentazione portuale. 
Se l'obiettivo era quello di cambiare il modello di sviluppo, dobbiamo ammettere che ci sono riusciti.

Dott. Paolo Taurino 
Presidente Confimpreseitalia Brindisi