Almiento: «Anziani, giovani, donne e incapienti dimenticati. Una manovra a perdere, ma solo per i più poveri, ecco perché scioperiamo»
giovedì 9 dicembre 2021
«Espansiva» per pochi (i più ricchi), «regressiva» per tutti (i più poveri). Vale a dire la stragrande maggioranza degli italiani e in particolare gli anziani, le donne ed i giovani, per non parlare degli incapienti (coloro che sono in povertà totale) che non riceveranno alcun beneficio.

Se sabato prossimo (11 dicembre) scendiamo in piazza a Bari in piazza della Prefettura (dalle 9.30 alle 12.30) – nella manifestazione da tempo programmata dai sindacati confederali e mantenuta da Cgil e Uil con lo slogan «Una manovra inadeguata!» - che sarà conclusa dal Segretario generale Maurizio Landini -, alla luce degli sviluppi degli ultimi giorni, torneremo in piazza anche il 16 dicembre per lo sciopero generale per ribadire a questo governo che la prossima Legge di Bilancio, non è soltanto inadeguata, ma profondamente ingiusta e sbagliata. L'intervento proposto dalla maggioranza dei partiti è sbilanciato e regressivo, non redistribuisce ricchezza, manca di equità e giustizia.

Basti pensare alle modifiche sulla riduzione delle aliquote fiscali che avvantaggiano i più ricchi. Infatti i vantaggi fiscali sono collocati in maniera inversa rispetto ad una logica di equità. Non ci sono vantaggi significativi sotto i 35 mila euro e sono nulli quelli sotto i 15mila euro per i lavoratori dipendenti (quasi 8milioni di lavoratori e lavoratrici). Sui pensionati non ci sono vantaggi sotto gli 8mila euro (1milioni di pensionati e pensionate), sono limitatissimi tra i 20mila e i 28 mila euro (circa 10 euro al mese), consistenti nella fascia tra 35mila e 70mila euro.

Sul piano del reddito, la richiesta fatta di ampliare l'esigibilità della «quattordicesima», aumentando anche l'importo ai pensionati non è stata accolta. Sul piano previdenziale sono state completamente ignorate le proposte avanzate per le donne e i giovani. Questi ultimi sono totalmente spariti dall'agenda del governo. 

Non si può continuare a rimandare misure come quelle della pensione di garanzia o il riconoscimento del «lavoro di cura» per le donne in una fase in cui bisogna iniziare a delineare le priorità di una riforma strutturale per la previdenza.

Si sostiene da molto tempo che bisogna aumentare le risorse in campo sanitario e sociale e intanto si taglia 1 miliardo di IRAP per darlo alle imprese che significa togliere 1 miliardo ai sistemi sanitari regionali con il rischio più che concreto – visto che la sanità andrà comunque finanziata – di un aumento della tassazione locale.

C'è una mancanza di solidarietà anche quando la nostra proposta di costruire un fondo per attenuare il «caro bollette» dai risparmi delle aliquote è stata totalmente rifiutata. 

C'è una solidarietà pari a zero per chi non ha nulla. L'accordo infatti, rinuncia del tutto ad occuparsi degli incapienti, che avendo una IRPEF pari a zero, non hanno modo di beneficiare di nessun provvedimento fiscale, nessuna riduzione delle imposte, nessun aumento delle detrazioni, oltre a non poter detrarre né dedurre oneri previsti dalla legge in dichiarazione.

Ai detrattori dello sciopero generale che «cadono dalle nubi» vorremo evidenziare, come Spi Cgil di Brindisi, che la protesta portata avanti da Cgil e Uil trova ragioni forti in una «Manovra» che va nella direzione di aumentare le diseguaglianze in una società, quale è quella italiana, in cui i poveri sono sempre più poveri  - anche se hanno un lavoro – aumentano sempre e in maniera spaventosa e i ricchi sono sempre più ricchi. C'è più di una evidente ragione per cui scioperare.

Brindisi 9.12.2021 

Michela Almiento
Segretaria Generale
Spi-Cgil Brindisi