Il nuovo libro di Vittorio Stagnani “Puglia fuori strada”
lunedì 17 novembre 2008

Gli acquerelli dell’autore, d’una tenera leggerezza cromatica e gli itinerari, suggeriti con meticolosa precisione da Corrado Palumbo, impreziosiscono il libro: le suggestive emozioni suscitate dai viaggi in luoghi della Puglia, ignoti al turismo di massa, riemergono vividamente nelle pagine del libro che può essere considerato un’opera  di narrativa per la sapida scrittura  di Stagnani  che trasmette al lettore quelle che sono state le sue sensazioni.


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Ha avuto luogo il 13 novembre a Brindisi la presentazione del libro “Puglia fuori strada recentemente edito alla Progredit in un consesso presieduto dal prof. Ettore Catalano, ordinario di Letteratura italiana nell’Università di Bari, con l’autore Vittorio Stagnani, Corrado Palumbo, segretario del Club Amici del trekking (CAT) di Bari, l’editore Gino Dato (Progedit Bari) e il giornalista del “Quotidiano” Salvatore Morelli.


Diciamo subito che non è un libro per i “ turisti”, una di quelle orrende e gelide pubblicazioni su carta patinata e con le consuete foto delle bellezze locali (monumenti, piazze, vedute panoramiche ecc.)


E’ –invece- un testo di narrativa che racconta viaggi escursionistici, alcuni dei quali a cavallo, rielabora le emozioni che quei viaggi hanno suscitato e proietta lo stupore che hanno provocato le  tante  inattese scoperte, fitte di minuzie quasi invisibili.


Sentite, ad esempio, come Stagnani annuncia il suo arrivo a piedi, in una sperduta spiaggia garganica:


“percorso uno sconquassato sentiero nei boschi di quercia alle spalle della masseria Sgarrazza, tra oliveti, mandorleti, piccoli orti, boschetti di lecci e pini d’Aleppo, cespugli di rosmarino, lentisco e scisto, ecco apparire la baia di Vignanotica.


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Non sabbia ma ciottoli bianchi, ocra, neri, lucidi coriandoli che cantano appena mossi dal mare- La falesia, bianca e punteggiata di noduli di selce o segnata da strati di calcare bruno, è a strapiombo anche a 50 metri.Alla sommità dei precipiti ci sono pini d’Aleppo aggrappati come polpi allo scoglio: Sembra che non siano trattenute dalle radici, ma che sia il cielo ad acchiapparli per i rami”.



Stagnani stesso ha precisato che il libro è per i “curiosi viaggiatori” e non per i turisti.


Davvero, dico io, il trekking (o l’escursionismo se non si vuole usare il vocabolo non italiano) è per i viaggiatori che vogliono curiosare nella natura, infinitamente bella e sconosciuta, che vive nei nostri dintorni e nella Puglia tutta e che inocula il godimento di avventure.


Già perché Stagnani compone elegie sui vari paesaggi del Gargano, della Daunia, delle Murge, della Via Traiana (Torre Guaceto – Santa Maria di Agnano- Santuari di S.Biagio e Sant’Oronzo nelle vicinanze di Ostuni) delle Gravine, del Salento


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Le particolarità che il libro evidenzia dimostrano che gli escursionisti vanno alla ricerca di ogni attraente dettaglio naturalistico e che, se c’è una predisposizione  a salvaguardare l’ambiente che ci circonda, questo ambiente deve essere conosciuto e apprezzato in tutta la sua interezza e non con le solite  e deleterie misure  “turistiche” schematiche e pressappochiste. E un’ingerenza letteraria e poetica non può essere negativa.


Sono itinerari meravigliosi e non per elefantiasi letteraria bensì per le scoperte, apparentemente insignificanti o minimaliste, che ci riservano meraviglie e soprese tutte insite nella natura, nella devozione rurale, nelle caratterizzazioni del tempo passato e quasi ingiustamente dimenticato e che possono appassionare soltanto chi ha la capacità di percepirle, queste sorprese.


Oltre a questa prerogativa, che non è innata da ma ricercare, occorre pensare per rivivere e per superare i momenti di sofferenza materiale che talvolta possono sopravvenire durante il faticoso itinerario equestre e o pedestre.


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Che l’editrice Progredit di Gino Dato abbia voluto pubblicare questo libro, che rimarcare la splendida caratterizzazione dei paesaggi pugliesi, e l’impone  nel contesto culturale italiano, convalida e onora la dichiarata finalità, della casa editrice, di pubblicizzare  anche tutta la vasta gamma della letteratura regionale, sconosciuta ai più, come s’è rammaricato lo stesso  Gino Dato (che è anche collaboratore-editorialista della Gazzetta del Mezzogiorno) concludendo il suo intervento nell’incontro del 13 novembre.


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Alla fine del quale è sorta, quasi timidamente, la proposta di costituire anche a Brindisi un nucleo degli Amici del Trekking,  sanando  una evidente  menomazione culturale della città.

Chi prenderà l’iniziativa? Cinquant’anni fa ci avrei provato, io.


Chi volesse, comunque, fruire della competenza di Corrado Palumbo, che ha organizzato e condotto, tante e tante escursioni in Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e anche nel Trentino, con la sua poderosa passionaccia per la Natura, può contattarlo al CAT di Bari

(tf.3383097258 o inviandogli un’e-mail: info@catbari.it)

non prima di aver visitato il sito dell’’Associazione: www.catbari.it.
 
Alfio Tarullo