Il progetto Edison ed il coraggio delle scelte.
domenica 25 luglio 2021
“Fare lo gnorri” e “fingersi scemo per non pagare il sale” sono due modi di dire, particolarmente arguti, di origine popolare. Mentre il primo allude al comportamento di chi finge furbesca indifferenza, quando, in realtà, è animato da forte interesse a raggiungere un risultato, “passare per scemo per non pagare il sale” evoca l’antico stratagemma di quanti, trasportando merci da un Comune all’altro, tentavano di sottrarsi al pagamento del dazio che all’epoca si corrispondeva in sale, fingendo, una volta colti in flagranza, di non conoscere la norma tributaria.

Tuttavia, il più delle volte il giochetto non riusciva (i doganieri conoscevano i loro polli) ma questa eventualità non dissuadeva gli antesignani dei furbetti del quartierino a riprovarci. D’altronde chi continua a fingersi scemo con una certa naturalezza forse lo è davvero. Cosa c’entrano questi detti popolari con la questione Edison? Apparentemente nulla, ma in realtà molto e vi spiego il perché.

È noto che l’investimento Edison è fortemente contrastato dal Sindaco e dal suo gruppo consiliare, mentre è (altrettanto fortemente) appoggiato da esponenti di rilievo regionale e nazionale del partito di Letta.

In occasione del Consiglio Comunale del 22 febbraio scorso, fu discusso un ordine del giorno di Forza Italia, Lega e Idea che impegnava il Sindaco a favorire, per quanto di competenza, la realizzazione del progetto Edison.

In quella circostanza, il PD tentò all’ultimo minuto di emendare l’ordine del giorno con l’evidente finalità, neppure tanto celata, di vanificarlo così da evitare fibrillazioni nella maggioranza. Il tentativo, tuttavia, non andò a buon fine, perché l’emendamento, su mia eccezione (anch’io conosco i miei polli), fu dichiarato inammissibile per contrarietà alle norme regolamentari.

Il PD, dunque, ci aveva provato, fingendo di essere scemo per non pagare il dazio dello scontro con il Sindaco ed il gruppo consiliare di BBC.

Si passò, quindi, alla votazione.
A favore si espressero tutte le forze di opposizione ed il capogruppo di Italia Viva, mentre il voto contrario fu del Sindaco e dei consiglieri di BBC. Ed il PD? Il PD fece lo gnorri, astenendosi come da ordini di scuderia impartiti dalle retrovie sulla chat di partito. La proposta fu approvata e la maggioranza si spaccò in tre, uscendone con le ossa rotte.

Quando oramai la frittata era fatta, il PD cittadino si affrettò a precisare che, in realtà, confidava nel fatto che l’iter autorizzativo ministeriale potesse definirsi nel migliore dei modi (invidio la loro abilità nel rigirare le frittate).

Sin qui la storia del recente passato.

Il prossimo 26 luglio il Consiglio Comunale dovrà esprimersi sul parere da fornire alla conferenza dei servizi in ordine all’investimento Edison. Il parere (manco a dirlo) è fortemente contrario e reca le sottoscrizioni del plotone dei dirigenti all’ambiente, all’urbanistica ed ai lavori pubblici, suggellate dal quella del Sindaco in persona in luogo delle firme degli assessori ai rispettivi rami, tra i quali la vicesindaco, Tiziana Brigante, esponente di punta del PD.

È evidente che il parere contrario troverà il voto favorevole del Sindaco e del suo fidato gruppo consiliare, ma come ha evidenziato sulla stampa locale qualche attento osservatore, molti in città si chiedono come voterà il PD.

Ed allora, poiché uscire allo scoperto, nell’interesse della città e delle legittime aspettative della comunità locale a vedersi riconosciute migliori condizioni di sviluppo, accollandosi le relative responsabilità politiche, significherebbe pagare il dazio di creare -sin da ora- fibrillazioni nella maggioranza e, di fatto, sfiduciare il Sindaco, il silenzio assordante del partito di maggioranza relativa rivela che il PD cittadino è impegnato ad elaborare una via d’uscita, nel tentativo di scongiurare il rischio di mettersi contro la dirigenza regionale e nazionale del partito o di “andare a casa”, argomento, quest’ultimo, che pare essere al centro delle riflessioni di quella parte politica che di sinistra ha solo il nome.

Nel mutismo assoluto sulla vicenda, l’unico dubbio che resta è vedere se da questo vicolo cieco il PD ne uscirà, all’atto della votazione, facendo lo gnorri o fingendosi scemo per non pagare il dazio.

Io faccio il tifo per una scelta coraggiosa all’insegna del senso di responsabilità.
 
Roberto Cavalera
Capogruppo di Forza Italia