Settore immobiliare in tempo di pandemia: come ha reagito il mercato?
martedì 13 luglio 2021
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha recentemente condiviso i dati raccolti sulle transazioni immobiliari avvenute nell’anno 2020. Come ben si sa, la pandemia ha colpito moltissimi settori, compromettendone i progressi e i risultati. 

Ad una prima lettura, il settore immobiliare non sembra fare eccezione, con una diminuzione delle compravendite di circa l’8,2% rispetto all’anno precedente. Ciò risulta essere dovuto principalmente ai mesi di chiusura totale, causata dalla diffusione dell’epidemia. Nel periodo successivo al lockdown, invece, si sono registrati degli incoraggianti tassi di crescita, non sufficienti però a rendere positiva la media annuale rispetto al 2019.

Sulla base di quanto emerso dalle ricerche effettuate, i prezzi medi delle abitazioni sono aumentati rispetto all’anno precedente, mentre terreni ed altri immobili ad uso diverso da quello abitativo hanno seguito la tendenza generale. Sono pochi i fabbricati ad aver superato il milione di euro di valore, poco più di 5000.

La definizione del prezzo degli immobili è una fase fondamentale da considerare nelle compravendite, per questo motivo viene solitamente stimato da professionisti e agenzie, come Dove.it, innovativa realtà immobiliare italiana presente da anni sul territorio nazionale. Sul loro sito è possibile trovare un tool di calcolo valore immobile per conoscere con maggior precisione il prezzo più adeguato in caso di compravendita, in modo da rimanere sempre al passo con l’andamento del mercato. 

Proprio in merito a quest’ultimo, si evidenzia nonostante il periodo critico non solo un aumento dei prezzi ma anche delle compravendite di circa il 41%. Queste ultime si riferiscono alle sole compravendite di immobili a scopo abitativo, confrontando i primi due trimestri del 2020. Nonostante questi dati positivi, il risultato complessivo del 2020 risulta essere comunque inferiore rispetto all’anno precedente.

In linea generale, le agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della prima casa sono risultate comunque essere parte fondamentale delle transazioni. Da quanto emerge dagli studi del Consiglio Nazionale del Notariato, il 60% delle compravendite complessive effettuate in Italia sono state completate proprio grazie a tali benefici. Sono infatti stati richiesti per ben 307.466 edifici su un totale 511.431. 

Possiamo concludere che il 2020 è stato un anno da poter suddividere idealmente in due, per quanto riguarda il trend del mercato immobiliare. 

Nel primo trimestre si è assistito ad una inevitabile flessione delle vendite, che però hanno subito un’inversione di marcia nella seconda metà dell’anno, quando si sono registrati dei dati molto più favorevoli. Questi ultimi si riscontrano principalmente in regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte, che si confermano le tre regioni dove si acquistano più case rispetto al resto d’Italia.