Da tempo si annuncia che il Documento Preliminare Programmatico al PUG fosse pronto.
mercoledì 28 aprile 2021
Si annunciava la prima stesura già agli inizi del 2019, poi si annunciava nuovamente il suo completamento agli inizi del 2020. É un dato di fatto che dopo due anni e mezzo dall’insediamento del sindaco Rossi, l’atto di indirizzo politico viene deliberato in Giunta solo il 31 dicembre 2020.

Senza entrare nel merito della genericità dell'atto, in cui avremmo dovuto trovare chiari obiettivi, espressione della volontà politica di questa maggioranza, in merito alle complesse vicende della nostra Città (dalle emergenze ambientali e occupazionali, alle emergenze urbanistiche delle Contrade e di Acque Chiare) ma intanto leggiamo che si costituisce l'Ufficio di Piano (chi tecnicamente dovrebbe redigere il Dpp) e si stanziano 50.000 € per gli studi d'analisi del Politecnico di Bari. Ma non doveva essere a costo zero?

Già da questa breve ricostruzione, diventa difficile capire chi abbia redatto i documenti del 2019 e del 2020 e soprattutto cosa sia frutto del lavoro dell'Ufficio di Piano che già nel febbraio 2021 (a soli due mesi dall’atto di indirizzo) porta in commissione urbanistica un documento bello che redatto.

Un documento che prima di arrivare in Consiglio Comunale avrebbe dovuto scontare procedure che sono state pur riportate nell’atto di indirizzo, ma che vengono avviate solo in questi giorni. Perché se è vero che la Valutazione Ambientale Strategica dovrebbe accompagnare la formazione del piano sin dalla sua genesi, non risulta un Rapporto preliminare di orientamento allegato al DPP, già portato in discussione in commissione consiliare senza aver avviato la fase preliminare di consultazione con i soggetti competenti in materia ambientale e gli enti territoriali interessati.

Nell'atto di indirizzo del 31 dicembre 2020 viene sommariamente delineato il programma partecipativo e concertativo che dovrebbe accompagnare la formazione del PUG, non proprio in coerenza con le disposizioni regionali ovvero senza alcun approccio strategico per promuovere le interazioni tra i diversi soggetti territoriali, sia pubblici che privati per la condivisione di un documento che rappresenti gli obiettivi progettuali del Piano, sulla base di un sistema di conoscenze e su quadri interpretativi costruiti in modo condiviso e non da solitari indagatori, per spazzare il passato senza avere un’idea concreta del futuro.Invece il DPP dell'assessore Borri è pronto e le forme di partecipazione civica sono state precedenti all'atto di indirizzo, resta oscuro sulla base di quali idee (e soprattutto di chi) si siano interessati i cittadini a palazzo Guerrieri e gli studenti nelle scuole.

Ora la buona notizia è che il Comune di Brindisi ha appena avviato la fase di consultazione interistituzionale, che dovrebbe accompagnare la formazione del DPP, ma a questo punto la domanda sorge spontanea: che documento si sta discutendo ora in commissione urbanistica?

Il prof. Borri evidentemente pensa di continuare a giocare con la nostra intelligenza e ad illudere il sindaco e la città, recuperando strada facendo procedimenti e percorsi di condivisione e poca trasparenza: fa annunci e anticipa i tempi per far credere di aver rispettato gli impegni, portando in commissione la discussione di un documento che formalmente è in itinere e la stessa giunta probabilmente neanche conosce. Sarebbe interessante sapere se il DPP sia coerente con la programmazione in tema di lavori di pubblici, di grandi infrastrutture, di aree protette, di gestione dei rifiuti, di programmazione economica dell’ente e chissà se lo è con i sogni dell’assessore Taveri.

La discussione in commissione dovrebbe essere l'anticamera della presentazione in Consiglio Comunale e invece evidentemente ancora molto va fatto prima di arrivare alla stesura di un DPP costruito con il territorio e per il territorio, che tuttora non si comprende se risponde agli obiettivi politici di una maggioranza che non se ne assume la responsabilità politica, cercando il salvagente dell’opposizione.  Il sindaco e gli assessori, ad oggi non hanno approvato questa proposta di DPP, eppure prima o poi dovranno farlo perché il procedimento lo richiede come atto di proposta al consiglio comunale, magari prima di discuterne in commissione consiliare, e dovranno farlo soprattutto per senso di responsabilità del ruolo ricoperto, adottando scelte politiche in qualità dii rappresentanti di una maggioranza che probabilmente in buona parte non si riconosce nei contenuti di un documento scritto non si sa da chi e per chi.