Teatro. “Madre coraggio e i suoi figli ” di B.Brecht con Isa Danieli al Verdi
mercoledì 23 gennaio 2008

Brindisi, 23 gennaio 2008. Chi non ricorda Isa Danieli nei panni di “ Filumena Maturano” ? Chi non la ricorda in “ Regina Madre” di Manlio Santanelli o in “ Ferdinando” di Annibale Ruccello?  E ancora in “ Festa al celeste e nubile santuario” di Enzo Moscato o nella “ Gatta Cenerentola” di Roberto De Simone? Ma siamo sempre nell’ ambito del teatro napoletano!


Ma Isa Danieli ha spaziato anche nel teatro italiano e non solo: infatti, sotto la guida di Strehler recita in “ L’ anima buona di Sezuan” di Brecht e in “ Puntila e il suo servo Matti” sempre di Brecht ma con la regia di Glauco Mauri; per lei, Lina Wertmuller scrisse e mise in scena: “ Amore e magia nella cucina di mamma”…


Non vogliamo ricostruire tutta la vita teatrale di Isa Danieli e concluderemo dicendo che è stata una delle più incantevoli “ Filumena Maturano”, forse la più brava finora. In questi giorni la vedremo in “ Madre Coraggio e i suoi figli” di Bertold Brecht, con per la regia di
Cristina Pezzoli.


“Madre Coraggio e i suoi figli”, scritto da Brecht nel 1939, si ispira all’ opera di Grimmelshausen .
Anna, ovvero madre Coraggio, commerciante ambulante, durante la guerra dei trent’ anni,  trascina il suo carro di cianfrusaglie da un campo all’ altro, alla ricerca di piccoli guadagni, seguita dai suoi tre figli. Arriva il giorno che non le resta più niente da vendere e nessuno ha soldi per comprare ma Anna continua il suo viaggio con l’ ostinazione della povertà.


La forza d’ animo e il coraggio non l’ abbandonano mai e trova così una ragione di vita, nonostante la perdita dei figli e lo sfacelo della guerra.  Una ballata, una canzone, interrompono a volte l’ azione o la spostano su un piano diverso per farci meglio riflettere.


Lo spettatore è spinto a giudicare il mondo, le atmosfere, le distruzioni che sono conseguenze della guerra. Ma madre Coraggio, pur nella sua follia, nella sua incapacità di imparare dall’ esperienza, attira, in parte, le nostre simpatie. Per ovviare a ciò, l’ autore fornisce numerose indicazioni per rendere possibile la recitazione straniata, lo straniamento dell’ attrice che interpreta il personaggio di madre Coraggio.


Una nota di Brecht precisa che madre Coraggio “ riconosce, non diversamente dagli amici e dagli ospiti suoi e da quasi ogni altro personaggio, il carattere puramente mercantile della guerra; ed è proprio questo ad attirarla. Crede nella guerra sino alla fine. Non le passa nemmeno per la testa che ci vuole un coltello molto lungo, al tavolo della guerra, per potersi tagliare la propria fetta di torta.
Chi contempla le catastrofi si aspetta sempre, a torto, che le vittime imparino qualcosa. Finchè è oggetto della politica, ciò che di essa avviene, la massa non può considerarlo un esperimento, ma solo un destino; la lezione della catastrofe non le insegnerà più di quanto la cavia impari di biologia.”


In altre parole non è madre Coraggio a dover imparare ma il pubblico, che assenti i simboli e le spiegazioni, le soluzioni predeterminate, può, considerando il contenuto e la forma del lavoro, trarre da se la comunicazione, la morale, può quindi veramente giudicare il mondo e le conseguenze delle guerri.


Madre Coraggio “ non è un’ eroina contraddittoria, divisa tra il denaro e l’ amore, come gli eroi della tragedia classica erano divisi tra la passione e il dovere: è qualcuno che si forma e si trasforma sotto i nostri occhi, in balia degli avvenimenti che la tirano in un senso o nell’ altro, qualcuno che non arriva a diventare un unico e medesimo personaggio.” ( Federico Doglio)


…” Non c’è nulla che faccia prevedere la fine dello spreco e dell’ assassinio ?
No, finché le donne non rifiuteranno di cedere i propri figli per carne da cannone; no, finché gli uomini non cesseranno di fabbricare le armi per uccidere i propri figli; sul lontano orizzonte del dramma di Brecht c’è un raggio di luce: nella dialettica degli eventi verrà un tempo in cui le nazioni deporranno le armi. Ma Madre Coraggio ostacola l’ avvento di quel tempo. Brecht  vorrebbe che   la vecchia venisse ingiuriata per la sua stupida ingordigia. Vorrebbe farci comprendere che lo sciupìo non è né nobile né tragico, ma semplicemente e orribilmente inutile.


Questa è la tesi del dramma: Madre Coraggio non ha imparato nulla, affinché il pubblico impari qualcosa. Fine della lezione. (G. Steiner- Morte della tragedia-Garzanti) Una messinscena da non perdere, che interessa tutte le persone sensibili, ma principalmente i politici e gli studenti delle scuole superiori.