Porto di Brindisi. De Michele: individuare tre punti d'interesse: l'area portuale, il fronte marittimo, la città
mercoledì 29 luglio 2020
In questi giorni di afa estiva, nonostante l’attenuazione del Covid ed una ripresa seppur lentadella vita sociale, economica e politica, abbiamo assistito ad un dibattito sul Porto acceso, contrastante, a volte polemico, ma ancor più grave senza un minimo di confronto o collaborazione. 

Oggetto della discussione ultima? Un pontile di attracco posto perpendicolare al piazzale Costa Morena ovest, finalizzato esclusivamente alla messa in sicurezza degli accosti delle navi ro-ro che attualmente già attraccano, nella stessa posizione, alla banchina di Costa Morena Ovest,contenuto all’interno delle aree del Porto di Brindisi in piena disponibilità dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.

Un’opera che, rispetto agli strumenti urbanistici vigenti[sia il Piano Regolatore Generale del Comune di Brindisi (PRG) che il Piano Urbanistico Territoriale Tematico della Regione Puglia (PUTT/P&BA)] è sicuramente compatibile con entrambi assicurando che le operazioni di carico/scarico si svolgano in condizioni di sicurezza.

Il Comune, dal canto suo, con specifico riferimento agli aspetti urbanistici e relativamente alla richiesta di acquisizione della “dichiarazione di non contrasto dell’opera con gli strumenti urbanistici vigenti”, ha ribadito che“l’opera non interessa alcuna area destinata a funzioni di interazione porto-città, così come emerge pienamente dalle planimetrie e dagli altri documenti tecnici già in possesso del Comune di Brindisi”, e che pertanto non ci siano i presupposti per l’espressione di alcuna dichiarazione ai sensi del comma 5, art. 5 della L. 84/94.

Noi come Lega, da sempre alieni da polemiche strumentali e inutili, lo abbiamo già detto con precedenti comunicati, riteniamo necessario un dibattito più ampio, virtuoso e sinergico sullo sviluppo e sul futuro del nostro Porto, al di là di aspetti tecnici o autorizzativi, e al di là di contrapposizioni istituzionali che rallentano lo sviluppo stesso della nostra più importante infrastruttura!

Crediamo che ciò che blocca lo sviluppo del porto e, conseguenzialmente il suo utilizzo, sianoalcuni ma significativi  limiti operativi dello stesso: per una città in cui 30 anni fa ormeggiavano 20 traghetti al giorno,oggi non vi sono ormeggi sufficienti per le navi che intendono approdare nel porto medio ed interno; altro gravissimo handicap è la mancanza di una stazione marittima degna di tal nome aggravata da una assoluta mancanza dei servizi minimi per i passeggeri diretti in aree extra Schengen, soprattutto Albania, nonostante il traffico verso tale Stato sia corposo e per tutto l’anno.

Ma in politica, come nella vita, non bastano le critiche o la demagogia, che lasciamo ad altri: servono proposte e soluzioni!

Come Lega riteniamo indispensabili, per un rilancio immediato e costante della nostra economia portuale, alcuni punti ma essenziali: 1- realizzazione del Pontile a Briccole, già previsto ma opera bloccata; 2- realizzazioni di altri accosti a S. Apollinare, previsti da oltre 20 anni e mai realizzati; 3- effettuare i dragaggi per aumentare la profondità dei fondali ed innalzare il cono d’atterraggio; 4- acquisto della Stazione Marittima Privata costruita da un privato ed utilizzata da tutte le agenzie, quale soluzione immediata ed attualizzabile, tralasciando idee extraterrestri di costruire altra stazione; 5- creare delle strutture ricettive modulari per la ricezione dei passeggeri provenienti dall’Albania (la carenza di servizi incide sulla scelta dei passeggeri di servirsi del porto di Brindisi a favore di quello di Bari).

Ma vi è la necessità, non più procrastinabile, che l’Autorità Portuale si doti, nel più breve tempo possibile, di un Nuovo Piano Regolatore, idoneo per i tempi correnti e che sia aperto a prospettive di sviluppo futuro che non potrà essere bloccato per mancata previsione di un determinato fattore non prevedibile al momento della presentazione del nuovo piano, che dovrà appunto prevedere la possibilità di modifiche per non far sfuggire le opportunità che si potranno presentare tra 20-30 anni ed oggi non prevedibili.

Io, personalmente, anche durante la mia attività di amministratore e membro della Commissione sviluppo, ho sempre ritenuto fondamentale un assioma istituzionale: affrontare il tema dell'integrazione città-porto significa superare la consueta concezione (che ha generato solo conflitti come quest’ultimo tra comune ed  ASPMAM)  del porto come organismo indipendente dalla città.

Bisogna, a mio parere, in un contesto di sinergia progettuale, individuare tre punti d'interesse: l'area portuale, il fronte marittimo, la città: una virtuosa compensazione tra gli usi urbani e le funzioni portuali, saper potenziare il “portus” attraverso la compenetrazione degli usi civici.

Da una parte la città che si riqualifica, si espande e si rigenera per rilanciare il territorio in un'ottica di sviluppo e competizione; dall'altra c'è l'Autorità Portuale con la necessità di garantire servizi e strumenti adeguati, moderni e vantaggiosi (soprattutto rispetto ad altri hub del Mediterraneo e del Nord Europa) per meglio gestire ed ottimizzare economicamente i futuri flussi di traffico.

Solo superando queste contraddizioni, queste rivendicazioni di legittimità o competenza, e cercando con umiltà di prendere ad esempio altre moderne e avanzate realtà europee, questa nostra splendida città, con il suo porto e la sua gloriosa storia, potrà finalmente definirsi una città pienamente europea e leader del mediterraneo.

Avv. Cosimo DE MICHELE