Universitari pugliesi penalizzati dal Tar del Lazio
lunedì 21 gennaio 2008

Gli studenti universitari pugliesi sarebbero penalizzati dalle decisioni del Tar  Lazio e l’onorevole Salvatore Tomaselli (PD) chiede che siano inviati al più presto ispettori per verificare le ragioni della disparità di trattamento rispetto ad altri Tar, come ad esempio quelli di Reggio Calabria, Napoli e Milano, su situazioni assolutamente analoghe.


La richiesta di Tomaselli è contenuta in un’interrogazione inviata al presidente del Consiglio dei Ministri, in qualità anche di reggente ad interim del ministero della Giustizia, al ministro dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca e al ministro della Salute.


E’ noto come le irregolarità che hanno caratterizzato le prove di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso per il corrente anno accademico – soprattutto medicina e odontoiatria – siano state tante e tali da produrre finanche più inchieste giudiziarie e una molteplicità di ricorsi ai Tar.  Si sono verificati innumerevoli errori nelle domande – o meglio, delle risposte oggetto dei questionari predisposti dalla Commissione di esperti di nomina ministeriale.


In particolare, per il corso di laurea in Medicina, la stessa Commissione ha riconosciuto l’erroneità di due domande contenute nel test di ingresso, in quanto presentavano o più opzioni valide tra quelle proposte o nessuna risposta corretta, tant’è che ha proceduto all’annullamento delle stesse e alla correzione della prova sulla base dei 78 quesiti rimanenti.


Docenti esperti nelle materie oggetto del test di ammissione, oltre ai predetti quiz, tuttavia, hanno riconosciuto l’erroneità anche di altre domande. Così, ad esempio, i quesiti n. 14, n. 9, n. 27, n. 5.


Soprattutto in Puglia è emersa l’esistenza di un radicato sistema di corruzione e truffa, volto a garantire l’accesso illegittimo ai predetti corsi di laurea. In alcune sedi universitarie è stata rilevata l’apertura anomala dei pacchi contenenti i questionari che, con molta probabilità, sono stati poi diffusi illegalmente ad alcuni concorrenti in tutta Italia.


Proprio in considerazione della gravità dei fatti occorsi, che ha impedito lo svolgimento trasparente del procedimento concorsuale, diversi Tribunali Amministrativi Regionali (Tar Calabria – Reggio Calabria, Tar Campania – Napoli, Tar Lombardia – Milano) hanno accolto le istanze cautelari presentate dagli studenti esclusi dalle prove che hanno presentato ricorso, ammettendoli, quindi, con riserva ai corsi di laurea prescelti.


Diversamente dai predetti giudicanti, invece, il Tar del Lazio, sez. III-bis, pronunciandosi su situazioni identiche, non ha concesso alcun provvedimento cautelare. Peraltro, tali decisioni negative sono state assunte asserendo, semplicemente, che “in questa fase cautelare si debba dare la prevalenza ai profili di interesse pubblico”, senza motivare in alcun modo in ordine ai motivi dedotti nei ricorsi.

Tale difformità di soluzioni giudiziali a fronte di presupposti analoghi non può che essere stigmatizzata, considerato che studenti posti nelle stesse condizioni non ricevono la medesima tutela giudiziaria (la legge è uguale per tutti) e il loro futuro è condizionato dalla casualità del Tribunale cui si riferiscono.


In conclusione, gli studenti universitari pugliesi, paradossalmente quelli che hanno subito una penalizzazione maggiore nello svolgimento dei test di ammissione rispetto ai colleghi di altre regioni, non hanno avuto accolta la loro richiesta di giustizia a causa delle anomale sentenze del Tar del Lazio. Da qui la necessità di verificare la legittimità di tale comportamento.


On. Salvatore Tomaselli