Venerdi 17 gennaio "Giornata nazionale del dialetto e della lingua locale"
venerdì 17 gennaio 2020
Una proposta di legge per salvaguardare le lingue locali. Per la consigliera regionale Anita Maurodinoia i dialetti pugliesi, sono linguaggi storici di straordinario interesse che non solo non devono essere dispersi come preziosa eredità del nostro passato, ma valorizzati. 

Per questo, in occasione della “Giornata nazionale del dialetto” che si celebra il 17 gennaio a livello nazionale, ha annunciato la presentazione di una proposta di legge regionale al fine di tutelare e trasferire alle future generazioni il patrimonio culturale fatto di poesie, canzoni, proverbi, opere teatrali, pubblicazioni ecc. al fine di mantenere in vita uno degli aspetti identitari della comunità pugliese.

La proposta di legge Maurodinoia prevede che la Regione Puglia, attraverso iniziative e incentivi finalizzati all’approfondimento delle ragioni delle proprie radici storico-linguistiche, sostenga, la promozione degli studi e delle ricerche sui dialetti locali, in collaborazioni con scuole, università, associazioni culturali, esperti del settore e di testate giornalistiche o di informazione radio-televisiva o che operano sul web. 

Inoltre è prevista non solo la costituzione di un fondo bibliografico specialistico e di un archivio documentale, anche sonoro, ma anche borse di studio per tesi di laurea e di dottorato riguardanti i dialetti della Puglia.

“Il dialetto pugliese -dichiara Anita Maurodinoia definito tra tutti il più sonoro, è un linguaggio proprio, compreso ed utilizzato da tutti. In tal senso, da registrare che se i media ed in particolar modo la comunicazione audio visiva, negli ultimi 50 anni, ha livellato in basso i linguaggi del popolo italiano, contribuendo a far scomparire i dialetti, considerati lingue volgari e adatte solo ad un popolo di contadini, quelli pugliesi invece, negli ultimi anni stanno riscontrando un dato in controtendenza, confermato dal successo straordinario di attori o autori, primo fra tutti Luca Medici, che utilizzano, con orgoglio e successo, il nostro dialetto”.