Sport e informazione: l’eccessiva ridondanza delle cronache giornalistiche. di Alfio Tarullo
mercoledì 6 giugno 2007
Brindisi, 6 giugno  2007.  I play off delle serie ”B-eccellenza” di basket hanno avuto termine con il conseguimento della promozione in ”Lega 2”  di Veroli e Pistoia  che in finale hanno eliminato rispettivamente il Fidenza (in quattro gare) e l’Osimo (in tre gare).




A questo punto, a giochi risolti,  vorrei sottolineare  un aspetto, apparentemente  secondario, che ha caratterizzato la stagione della ”Prefabbricati Brindisi” e che è rimasto in ombra negli accorati  dibattiti , tra competenti giornalisti, tecnici, ex tecnici e supertifosi,  che si sono susseguiti, in conseguenza della insopportabile delusione patita dai brindisini dopo le inopinate tre sconfitte subite nei play off ad opera del Veroli. (che ci ha battuti quattro volte su sei, conteggiando le due gare della stagione regolare).






Nessuno si attendeva questo calo di rendimento da parte di tanto team!


L’argomento nuovo è questo: gli atteggiamenti della stampa locale, che si sono prolungati nel tempo  e che sono risultati determinanti agli effetti complessivi del clima che ha avviluppato e stritolato la squadra nelle ultime settimane. Già, perché la stampa non si è limitata a raccontarci gli eventi sportivi, la cronaca dettagliata delle varie gare, ma ha proceduto in  una sistematica e parossistica opera di imbonimento tendente a dettagliare l’imbattibilità della squadra. Si sono susseguiti articoli esageratamente encomiastici, i giocatori venivano incensati per la loro conformazione da , la squadra veniva presentata come una corazzata imperforabile (ma  il ”Titanic”, dichiarato inaffondabile, venne squarciato da un iceberg durante il viaggio inaugurale) creando un alone orgiastico che impressionando i lettori  finiva  con il  fiaccare le energie nervose dei giocatori proprio quando esse dovevano conservarsi integre.







E’ mancata, insomma, l’austerità analgesica della stampa e agli atleti  è venuta meno la calma dei forti, significativo corroborante per finalizzare positivamente la stagione.  Di qui la Gotterdammerung, la caduta degli Dei, immortali, e il demoralizzante crepuscolo finale nel rogo appiccato dal Veroli (poi promosso).



 


Eravamo, forzuti come il mitico Ercole, invincibili, ma la reiterata insistenza della stampa cittadina nell’inculcare questa consapevolezza, senza mitigamenti, ha sortito l’effetto contrario, instillando quell’ansia da ultimo esame dalla quale sono presi molti bravi studenti che affrontano il test d’una prova risolutiva.










.La stampa ha creato un climax insopportabile per la psiche degli atleti contagiando i dirigenti, divenuti ”lento pede” euforici e immodesti, come non dovevano.




Sui giornali titoloni sensazionali con i nomi degli atleti ben evidenziati in neretto, e foto narcisistiche in pose diverse, con distacco regale dal testo, si indicano i curricula e le benemerenze sportive d’ognuno con  anticipata deferenza verso i sicuri futuri vincitori delle prossime battaglie agonistiche senza prevedere  evenienze negative le quali sono  escluse con fermezza.

 


Ecco elencate le gare e gli avversari che attendono i nostri  ”ercoli”, come fatiche mitologiche che bisogna superare per accedere al regno dell’immortalità, come fece Eracle, figlio di Zeus e Alcmena.




La stampa brindisina, con la Gazzetta del Mezzogiorno in testa,  ha  creato una inebriante aspettativa come fece un nostro ventennale capo di governo con lo slogan ”Vincere!” gridato in tutte le direzioni e stampigliato finanche sulle pagelle scolastiche degli studenti d’allora (io conservo come cimelio la mia e a chi vuole posso mostrarla) : Non si scriveva  ”possiamo vincere” ma vincere al presente e ”vinceremo” al futuro che  prossimo si intravedeva e roseo.


Io dico che codesti giornalisti, il cui intento di voler incrementare le vendite del proprio giornale è legittimo, abbiano fatto male , settimana dopo settimana, a ripetere  che la nostra squadra fosse una corazzata: infatti ciò ha finito per disfare  gli atleti, schiacciati da una responsabilità sotto la quale sono crollati.





Il preventivo sensazionalismo sui ”nostri” pur eccelsi meriti è stato controproducente laddove un atteggiamento giornalistico ispirato alla modestia sarebbe stato più  conveniente per la squadra. E man mano che le forze psicofisiche degli atleti scemavano, cresceva il rimbombo laudatorio delle enfasi giornalistiche nell’errato convincimento che questo frastuono costituisse  un elemento trascinante.



Scoppio doveva esserci e scoppio fu al ”PalaPentassuglia”, testardamente chiamato dalla   ”PalaElio” per la quale testata giornalistica Elio è, per antonomasia, Elio Pentassuglia ( come Dante è Dante Alighieri) e quindi si può impunemente modificare il nome ufficiale del nostro impianto sportivo...





Dopo queste considerazioni, che mettono in evidenza il nefasto approccio della stampa locale  al campionato della squadra di Basket, ”Prefabbricati Pugliesi”, da nessuno contrastato, mancando uno psicologo nello staff dirigenziale, mi sia consentito un rilievo  -uno solo- tecnico. Che è questo:  s’è visto subito, nella prima gara interna col Veroli come fosse aggirabile quel gigante di Camata dalla linea a semicerchio degli atleti del Veroli che gli giravano  intorno, alla larga, passandogli sotto il naso e facendolo apparire  un inutile paracarro. Coach Trullo l’ha amaramente compreso e infatti nelle gare successive s’è comportato come avrebbe dovuto fare dopo i primi attimi della prima, cioè tenendo in panchina il paracarro. al momento inservibile, per furbizia tattica degli avversari.  Ma oramai la frittata era fatta...





Ha detto Ferrarese, con aria affranta seppur indomita: . Questo è il guaio a cui non si vuol porre rimedio, come intravedo dai primi articoli della stampa sul prossimo campionato non dissimili dai precedenti...Si ricomincia a parlare di corazzate...








La Prefabbricati Pugliesi Brindisi affronterà così il prossimo campionato di Basket (Serie B d’Eccellenza)





















Alfio Tarullo