Anziani sensibilizzati alle truffe compiute dal “falso maresciallo dei Carabinieri” o dal “sedicente avvocato”.
mercoledì 10 luglio 2019
Anziani sensibilizzati alle truffe compiute dal “falso maresciallo dei Carabinieri” o dal “sedicente avvocato”. Ricordando le raccomandazioni fatte dai veri Carabinieri, due donne ultraottantenni di San Vito Dei Normanni e Ceglie Messapica non sono cadute nella trappola. Importante è informare, sensibilizzare, divulgare alle persone anziane quelle semplici ma efficaci strategie di contrasto ai furbi.

Il metodo praticato per imbrogliare consiste nel qualificarsi come maresciallo dei Carabinieri o avvocato, facendosi così consegnare denaro contante e oggetti preziosi dalla vittima, ingenerando nella stessa timore di gravi conseguenze giudiziarie in danno di parenti stretti e l’errato convincimento che questi fossero trattenuti in stato di arresto presso una caserma dei Carabinieri, a seguito di incidente stradale da loro stessi causato.

È di qualche giorno fa la vicenda occorsa a due signore ultraottantenni rispettivamente di San Vito dei Normanni e di Ceglie Messapica, alle quali sconosciuti interlocutori telefonici si erano presentati rispettivamente come sedicente avvocato e come maresciallo dei Carabinieri. L’”avvocato” aveva riferito che la figlia dell’anziana era rimasta coinvolta in un sinistro stradale e preannunciava alla donna l’arrivo di un collaboratore al quale doveva consegnare 6.000€ in quanto il veicolo aveva l’assicurazione scaduta e rischiava di essere arrestata. L’anziana ha prontamente risposto di non avere la disponibilità del denaro e ha interrotto la conversazione, contattando la figlia alla quale ha raccontato la vicenda. Il secondo episodio è quello del finto maresciallo che chiama l’anziana per conto del figlio, asseritamente coinvolto sempre in un sinistro; il truffatore rappresenta la necessità di denaro per risolvere un problema collegato ad un incidente stradale in cui è rimasto coinvolto il congiunto. Nell’occasione, riferisce che a breve si presenterà un uomo al quale affidare il denaro. La signora di Ceglie Messapica si insospettisce, comprende che si tratta di un raggiro e tronca la telefonata, chiudendo la cornetta e avvertendo del fatto i congiunti presenti in casa che attivano i Carabinieri.

Due episodi andati a buon fine, in cui i truffatori non hanno avuto vita facile. Le due donne, denunciando il fatto presso gli uffici dei veri Carabinieri, hanno spiegato di non essere cadute nel tranello grazie anche alla campagna informativa attuata dall’Arma dei Carabinieri. E proprio l’esempio del falso Carabiniere è quello che viene maggiormente commentato nel corso degli incontri.

Purtroppo, accanto ad episodi del genere ve ne sono altri in cui gli anziani soccombono e per la vergogna non hanno il coraggio di denunciare e si racchiudono mortificati in se stessi, anche per paura dei rimproveri e dei commenti dei parenti. Persone che, a causa dell’età, delle patologie o altre vicissitudini della vita, sono facile preda.

Ecco perché riveste fondamentale importanza la campagna divulgativa svolta dall’Arma dei Carabinieri nel territorio provinciale, in relazione alle truffe commesse in danno degli anziani e delle fasce più deboli della popolazione. Le iniziative di contatto con gli anziani da parte dei Reparti del Comando Provinciale di Brindisi si incentrano nei diversi luoghi di aggregazione: parrocchie, uffici pubblici, uffici postali, centri per anziani, esercizi commerciali, circoli vari. Il reato di “truffa”, nelle varie forme in cui si manifesta, è un concreto pericolo che desta grande allarme sociale soprattutto in questo momento storico particolarmente sfavorevole sotto il profilo economico. Infatti, la scelta dell’Arma di operare nei luoghi più diversi aventi quale comune denominatore la presenza degli anziani è stato l’obiettivo perseguito. Tale “comunicazione di prossimità” operata dagli uomini e donne dell’Arma nei luoghi e strutture ove l’anziano è naturalmente presente, lo ha reso maggiormente predisposto a recepire quei piccoli suggerimenti, da attuare nel vissuto quotidiano, che si rivelano fondamentali per difendersi dal truffatore di turno.

Il messaggio è quello di diffidare sempre e comunque da chi si presenta quale sedicente Carabiniere o appartenente alle forze dell’ordine e nella circostanza non veste l’uniforme, o quale impiegato dell’INPS o di altri enti pubblici, o dipendente di aziende erogatrici di gas, acqua o luce, che magari con modi gentili e a volte accompagnato da una donna suona alla porta, chiedendo di entrare in casa con nascoste finalità delittuose. Infatti, gli enti pubblici non inviano propri incaricati a domicilio e se lo fanno, lo preannunciano con comunicazione scritta. Per tale motivo, non bisogna mai abbassare la guardia e dubitare di sedicenti amici di parenti, o amici dei figli, persone non conosciute che hanno un solo obiettivo quando bussano all’uscio: carpire la fiducia per truffare o commettere altri reati quali il furto.

Da prendere quale esempio è il comportamento delle due signore di San Vito dei Normanni e di Ceglie Messapica. Determinato si è dimostrato anche il pensionato di Villa Castelli, che ricevuta l’inaspettata visita di due giovani donne, appena apre l’uscio, viene inizialmente ammaliato; queste si introducono nell’appartamento e una delle due gli si denuda davanti, offrendogli prestazioni sessuali dietro modesto compenso. L’anziano, stupefatto, non si fa irretire, declina l’offerta nonostante le ripetute insistenze della donna, che unitamente alla complice, che nel frattempo si aggirava nell’appartamento, viene invitata con determinazione ad uscire fuori.

Era lo stratagemma utilizzato dalle due che avevano in animo di depredare l’abitazione del pensionato che in quella circostanza non ci sono riuscite. Le stesse donne le ritroviamo, dopo qualche settimana, in San Michele Salentino, dove nella casa di un pensionato 70enne, una delle due inizia a denudarsi e prospetta all’uomo un rapporto sessuale, accompagnandolo in bagno. Il rapporto non si consuma poiché, dopo poco, la donna si riveste, guadagnando l’uscita dell’appartamento e, unitamente alla complice, si dilegua. L’uomo il giorno seguente si accorge che dal cassetto dove custodiva il denaro gli era sparita la somma di 2.000 €, sottratta dalla complice mentre era “intrattenuto” in bagno. La vittima ha trovato comunque il coraggio di denunciare la vicenda ai Carabinieri che, dopo qualche giorno, sono giunti all’identificazione delle due donne, nomadi dell’est Europa, arrestate.

Esiste un modo semplice per non cadere nelle trappole, non aprire la porta a chi non si conosce direttamente. Diffidare sempre e comunque di tutto e tutti poiché l’insidia è in agguato, dalla venditrice ambulante di calzini alla comunicazione telefonica della falsa vincita di un concorso (per riscuotere il relativo premio occorre sempre un versamento in denaro), al trucco che va per la maggiore dell’avvocato fasullo o del falso maresciallo dei Carabinieri.