PALA EOLICA INCENDIATA - LETTERA APERTA AL DIRETTORE GENERALE DELL’ARPA
lunedì 8 aprile 2019
Sono trascorsi più di 40 giorni dall’incendio di un aereogeneratore in contrada Li Lanzi, ad Erchie, in provincia di Brindisi, ma ad oggi non si registra alcun intervento risolutivo per verificare e quantificare i danni di natura ambientale.

L’incendio che ha interessato la pala eolica è stato chiaramente sottovalutato ed oggi a pagarne le conseguenze sono i proprietari dei terreni circostanti, visto che si registra una contaminazione dovuta ai residui dei materiali caduti. Gli interventi eseguiti sono stati proprio a carico dei proprietari, i quali hanno fatto rimuovere (per quanto possibile) i residui di vetroresina combusta, di olio e di fuliggine. Si tratta di sostanze che, come è noto, rilasciano diossine e furani, soprattutto quando piove, e che le stesse sono dannose per l’uomo e gli animali.

A fronte di una situazione così compromessa, i proprietari ed i gestori della pala che ha subito l’incendio non sono intervenuti in alcun modo, omettendo anche di fornire adeguata comunicazione (come previsto per legge) alla Prefettura, all’Arpa ed agli altri enti interessati.

E’ evidente, a fronte di una situazione così compromessa, che è necessario un intervento di chi ha il compito di verificare in maniera scientifica l’entità dei danni ambientali e soprattutto gli interventi necessari per rimuovere situazioni di oggettivo pericolo.

Quanto accaduto, in ogni caso, ci ha consentito di scoprire che all’interno delle pale eoliche ci sono enormi quantità di olii lubrificanti che vanno a nebulizzarsi sul terreno e sugli ulivi. Ed il sospetto che la dispersione avvenga anche durante il normale funzionamento è forte, a tal punto da suggerire immediati approfondimenti.

L’intervento dell’Arpa, pertanto, risulta fondamentale per chiarire le dimensioni dell’evento per poi chiamare ciascuno alle proprie responsabilità, anche ai fini dei necessari risarcimenti per le potature di rami contaminati e l’asciugatura delle piante con assorbenti nano tecnologici. Il tutto, senza contare che si rende necessario anche un intervento per la “decortizzazione” del terreno.

Risulta al sottoscritto, però, che l’Arpa sia stata contattata in più occasioni dai soggetti danneggiati, senza ottenere alcuna risposta.

Un motivo in più per chiedere delucidazioni ed interventi immediati.

Pino Romano – Presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia